Da qualche tempo a questa parte ammetto di nutrire un sentimento ambivalente nei confronti di via Tortona. Nucleo di creatività brulicante, di showroom alla moda, musicisti, ristorantini deliziosi e movida alternativa, di recente sta prendendo sempre più piede nel jet set dei fashonisti. Il che, mi sembra stia snaturando la sua allure un po’ bohemienne… non vi sembra? Per fortuna che abbiamo quel ponte su Porta Genova a fare da spartiacque con il traffico della city di Milano ….
Beh, di recente mi sono trovata a riflettere su cosa c’è e quante proposte ci riservi questa unica via.
Fra atelier di artisti della manifattura, sushi-pasticcerie, loft musicali, la scorsa settimana ha persino fatto da cornice alla Settimana della Moda, Milano Moda Uomo.
Esattamente domenica scorsa ho fatto un salto al WHITE 2012, ve l’avevo segnalato, e sapete cos’ho scoperto? Che fra stand di moda più o meno convincente, fra nuove collezioni (da Ter et Bantine a Boglioli), c’era una cosa che destava del tutto la mia ammirazione e catturava la mia attenzione: le installazioni “Biciclettare” di Erika Calesini.
Potete vedere quello di cui parlo all’interno della fotogallery online su Milanoincontemporanea-Facebook.
Per i non addetti ai lavori, questi di Erika saranno sembrati solo alcune biciclette variamente reinterpretate: ora come “ingessate” e un po’ ingombranti fra un brand e l’altro, ora come quadri ready made.
Per chi, come la sottoscritta, volesse saperne di più, beh, sappiate che quei bicicli volevano essere la sua riflessione su Il SENSO DELLA NUOVA VITA.
L’autrice ha infatti recuperato dal cesto dei rifiuti ferro, gomma, biciclette abbandonate, camere d’aria e molto altro. “Erika ama recuperare biciclette dalle discariche e dai centri di raccolta materiali, le strappa al loro destino di abbandono e le rende eterne, trasformandole in opere d’arte, ma anche in tele, lampade e oggetti d’arredo” - spiegano dall’ufficio stampa del White.
Romagnola di San Giovanni in Romagna, babbo fabbro ed una formazione all’Isituto d’Arte Mengaroni di Pesaro (Moda e Costume) dove sviluppa il suo estro creativo nella maggiori maison della moda internazionale, dal 2005 ha deciso di dedicarsi del tutto alla scultura e alle altre forme d’arte, realizzando diverse esposizioni personali e collettive con parecchie conferme sui maggiori quotidiani nazionali.
Una boccata d’ossigeno in mezzo a tante fittizie esperienze d’arte e filo.
Un memorandum essenziale per farmi ricordare che, dopo tutto, siamo in via Tortona, la via dell’arte… pure di quella Affordable.
Cosa intendo dire?
Appuntamento a domani
