Milano è davvero la capitale d’Italia? Ne parla anche il New York Times: la traduzione in 10 punti

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Sul New York Times di questa mattina il giornalista e autore Beppe Severgnini ha pubblicato un lungo post sul se e perché Milano sia la nuova capitale d’Italia. Eccolo tradotto e riassunto in 10 punti. 

Milano è davvero la capitale d’Italia? Ecco l’analisi dell’editorialista del Corriere della Sera cje evidenzia la crisi di cui soffre Roma oggi, mente Milano si fa protagonista di un nuovo, giovanile e colorato Rinascimento.

  1. Se cammini per Roma, e sopravvivi all’attraversamento pedonale, allora presto capisci come mai i locali dicano di vivere nel luogo più pacifico del mondo, con una concentrazione mozzafiato di storia, arte, fascino che si trova ad ogni angolo, buona per essere ritrattea dall’obiettivo di una macchina fotografica o dalla classica commedia Americana. Ma Roma, a dispetto di tutto questo, vive una stagione tetra, fatta di economia stagnante, corruzione e dove pare che nessuno capisca o si interessa a far ripartire la macchina.
    Milano, viceversa: se sopravvivi agli autisti che imprecano nonostante i pedoni non attraversino quando è verde, concentrati solo sui loro cellulari, allora presto capisci perché i Milanesi pensino che la loro sia la città-guida d’Italia. Così lo è diventata negli ultimi anni. 
  2. Milano è un irresistibile magnete per i giovani di ogni Paese del mondo che come un gregge pascolano qui per lavorare nei campi del design, media, moda e cibo.
  3. A Milano puoi sentire tutti gli accenti e puoi incontrare tutti i genotipi d’Italia, dalle facce scure e brunite della Sardegna alle alte e teutoniche silhouette dei biondi giovini del Trentino. “That’s why Milan, today, is happy“, ecco perché Milano oggi è felice.
  4. Le città rivali sono all’ordine del giorno: New York vs Los Angeles, Rio de Janeiro vs São Paulo, Perchino vs Shanghai, Tel Aviv e Gerusalemme, Madrid e Barcellona. In Italia, il match tra Roma e Milano non è mai stato più irregolare.
    Roma è in un mood negativo fatto di scandali, alcuni dei quali veramente imbarazzanti (l’autore qui cita Mafia Capitale, il coinvolgimento di politici compreso l’ex sindaco Ignazio Marino costretto alle dimissioni a Ottobre 2015), di corruzione, inefficienza, “insiderism” – gran bel termine. Sugli sprechi, soprattutto su meraviglie del mondo come Colosseo o  Campo de’ Fiori non stiamo neanche a parlarne.
    Milano, dall’altro verso, è in ebollizione: l’anno scorso Expo e i suoi 21 milioni di visitatori, di cui 7 milioni stranieri, è stato un successo inaspettato ma provvidenziale. L’annuale Salone del Mobile è il nuovo benchmark per il settore mondiale dell’arredo e dell’industrial design. Solo quest’anno ha chiamato in città 400.000 visitatori, dei quali il 70% ancora una volta stranieri, trasformando Milano in una festa ininterrotta per un’intera settimana.
  5. A Milano, grandi torri stanno sorgendo qua e là, rivoluzionando lo skyline; la moda, il design, l’arte, la pubblicità, l’editoria, la manifattura, la finanza sono alcuni dei settori in cui è il punto di riferimento dello Stivale, e a volte non solo. Se Roma sta a galla con politica, cinema e televisione pubblica, la sua immagine nel mondo resta quella, condivisa su Facebook con molte pagine dedicate, delle “buche di Roma” (ormai anche all’estero “holes of Rome”), Milan, in contrast, does all these things right – Milano, al contrario, è il luogo dove le cose funzionano. 
  6. Milano la pudica -Roma la lasciva. “Esacerbando le differenze, un editorialista ha scritto sul Corriere della Sera la scorsa settimana”, riporta Severgnini: “I Romani credono di sapere tutto. Guardano al mondo in modo cinico dall’alto di quella che loro chiamano la Città Eterna. Forse c’è una punta di aspro, ma qualcosa di vero resta: il luogo è così meraviglioso che i suoi abitanti credono che la sola bellezza sia sufficiente. Quando realizzeranno che la moderna vita urbana necessita di altro e molto più di quella – efficienza nei pubblici trasporti e onestà manageriale, tanto per cominciare – allora diranno di voler cambiare lo status quo. Ma cambiare è doloroso. E la bellissima, seducente Roma sarà lì a sussurrare: “Perché preoccuparsi? Non farlo””.
  7.  E il futuro? A giugno 2016 la risposta, con le elezioni amministrative, e il quadro è già abbastanza chiaro: a Milano a contendersi la sfida di Palazzo Marino sono due manager, Beppe Sala (“the boss of the Expo”) e Stefano Parisi, entrambi considerati professionisti competenti e per i quali, in un modo o nell’altro, a Milano andrà bene. A Roma – usa un bel termine Severgnini – “it’s a mess“, è un gran casino: la sinistra ha un candidato debole, la destra ne propone tre o quattro sui quali non sono ancora d’accordo e la decisione sarà di Silvio Berlusconi,  che ancora controlla il centro destra e l’ultimo mese ha pure biasimato la candidata Giorgia Meloni perché in dolce attesa. La più giovane candidata di tutti, Virginia Raggi dal populista Movimento 5 Stelle, potrebbe anche risultare vincitrice e assurgere al più altro grado del  Campidoglio.
  8. Una cosa, alla fine, è vera per entrambe le città: chiunque vincerà, Roma dovrà imparare a combinare la spettacolare eredità di cui è portatrice con i più elevati standard della vita civile così da trovare la corretta via di mezzo tra “La dolce vita” e “la vita pratica”  – alla fine, non puoi goderti il Colosseo se perdi un’ora solo ad aspettare l’autobus che ti ci deve portare. Se arriva.
  9. Milano,nel bene o nel male resta il pivot dei grandi cambiamenti d’Italia, dal Socialismo alla febbre della Grande Guerra, dal Fascismo alla Resistenza, dal boom economico degli anni ’60 alle contestazioni degli anni ’70, dall’inchiesta anticorruzione di Mani Pulite alla campagna populista della Lega Nord – che è sempre stata.
  10. And now, this young, lively and colorful renaissance” conclude Severgnigni sul NYTimes: e ora Milano vive una stagione di grande successo, uno spirito di internazionale imprenditorialità, una giovinezza, una colorata rinascita fatta di opportunità per i giovani del mondo che qui si sentono sempre a casa. They’ll take care of it. – Prendiatevene sempre cura.

da ‘Is Milan the Real Capital of Italy?’
Beppe Severgnini – New York Times

Sono nata al Fatebenefratelli, zona Brera, una delle zone più bohemienne di Milano, che non poteva che portarmi alla laurea in Storia dell'Arte. Nel 2009 ho fondato Milanoincontemporanea per non metterla da parte.
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Circa Paola Perfetti

Sono nata al Fatebenefratelli, zona Brera, una delle zone più bohemienne di Milano, che non poteva che portarmi alla laurea in Storia dell'Arte. Nel 2009 ho fondato Milanoincontemporanea per non metterla da parte.

  • Davide

    L’articolo di Beppe Severgnini secondo me è infantile. È tipo: guarda a Roma fanno tutto male mentre a Milano tutto va bene. C’è verità in entrambe le descrizioni ma questo articolo non è stato scritto in modo equo, mi spiego, invece di promuovere Milano elencando dei punti solidi, il Beppe fa solo paragoni prendendo il peggio di Roma e il meglio di Milano, dando un ritratto di Roma che è abbastanza veritiero ma non del tutto equo o accurato.