La Cascina delle mele e della Monaca di Monza nascosta dietro Centrale

Si chiama Cassina de’Pomm, cascina delle mele, e dal 1400 ad oggi resiste in via Melchiorre Gioia dove conserva una macina e una storia affascinante

Più di una volta sono passata velocemente con l’auto davanti a questa casa bassa, in via Melchiorre Gioia, 194. E’ una casa gialla canarino, al di sotto del manto stradale sul quale sfrecciano le auto e inutilmente cerchi parcheggio.

Perché abbia una macina da Mulino e si conservi così, picinina, di fronte allo svettare degli attigui condomini anni ’60, proprio non lo sapevo.

Poi ho guardato Google Maps (foto):

Mi sono accorta allora di trovarmi di fronte alla famosa Cassina de’ Pomm, la cascina delle mele, tra le più antiche cascine rimaste intatte della città e che porta, intatta, le regole architettoniche della cascina lombarda (oggi tanto di moda, come abbiamo raccontato in questa top list delle nostre preferite).

Cassina de’ Pomm è una cascina di cui ho sempre sentito parlare, ma che solo dopo qualche ricerca e qualche domanda ho scoperto essere ‘la’ cascina di Milano, un libro aperto fatto di avventure nobiliari, storie manzoniane, racconti metropolitani.

La Cascina de’Pomm si chiama ‘delle mele’ perché qui, intorno al 1400, c’era un frutteto. Dobbiamo immaginare questo spiazzo alla conclusione di via Melchiorre Gioia, dietro Stazione Centrale, era piena campagna. L’attuale vialone di Gioia era solcato dalle acque dei navigli e qui si trovava una sua conca.

Questo finale di Melchiorre Gioia, una sorta di locus amoenus di oraziana memoria, fu oggetto di interesse di tal Giovanni TOMMASO Marino*, banchiere giunto a Milano durante il regno di Carlo V, re di Spagna, lo stesso Marino che diede da far costruire il Palazzo che oggi porta il suo nome ed è la sede del comune di Milano.

Fu in quegli anni che conobbe la sua dolce metà, Virginia Leyva, figlia di un nobile ispanico di stanza in città. Da loro nacque Marianna Leyva, alias, la Monaca di Monza, che qui visse i suoi unici anni spensierati. *

Già: Monza.

Trovandosi sulla via in direzione del centro brianzolo, per molto tempo la Cascina divenne osteria e abbeveratoio di cavalli. E di qui passarono ospiti illustri: dal girovago Garibaldi all’immancabile Stendhal, e poi Casanova, Carlo Porta e persino Napoleone.

E oggi? Oggi la cascina-osteria offre una pausa ristoratrice doc a pelo d’acqua, è apprezzata dai ciclisti che passano alla scoperta dei percorsi sulla Martesana in direzione Trezzo sull’Adda e viene scelta come set degli incontri di qualche VIP o di riprese cinematografiche, come Benvenuti al Nord, Volere volare o Anna e i cinque.

Insomma, oltre 700 anni portati benissimo e con un sacco di altre storie da raccontare.

(Credits Il Giorno)

 

*ERRATA CORRIGE dell’11.08.2017

La lettrice Virginia Saba ci segnala, via Facebook, le seguenti correzioni:

Palazzo Marino fu voluto da TOMMASO Marino, sposato con Bettina Doria, da cui ebbe la figlia Virginia. Costei in seconde nozze si unì al De Leyva.  Dal matrimonio nacque la” Monaca di Monza”: al secolo Marianna De Leyva, suor Virginia Maria dopo aver preso i voti.  Vide la luce proprio nell’ attuale sede del Comune di Milano e non visse i suoi anni a Cascina dei Pomi ma, stando alla biografia del Mazzucchelli, a Palazzo Marino”.

E aggiunge:

Perché le finestre del piano terra, quelle d’ angolo tra piazza Sa Fedele e la vietta che costeggia la Galleria, sono perennemente chiuse, con tapparelle sgangherate, almeno da quarant’anni (da quando me lo si è fatto notare…)? Mi è stato anche detto che all’ architetto Canali, incaricato di opere di restauro credo a inizio Novecento (scrivo a braccio, poi cercherò puntuali riscontri) non venne dato accesso alle stanze corrispondenti. Quelle dove nacque e visse la Monaca bambina, il cui fantasma sarebbe ancora lì. (Intrigante, vero? ).
Nelle visite guidate, sono incluse o escluse? Normalmente, sono in uso?”

Ci scusiamo con i lettori per l’errore storico, ringraziamo le lettrici che hanno reso possibile la correzione. Per sdebitarci con loro, chiederemo a Palazzo Marino di dipanare ogni dubbio e ci informeremo sulle modalità di visita.

Dalla Cascina dei Pomi, allora, il viaggio prosegue verso il centro città!

Sono nata al Fatebenefratelli, zona Brera, una delle zone più bohemienne di Milano, che non poteva che portarmi alla laurea in Storia dell'Arte. Nel 2009 ho fondato Milanoincontemporanea per non metterla da parte.
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Circa Paola Perfetti

Sono nata al Fatebenefratelli, zona Brera, una delle zone più bohemienne di Milano, che non poteva che portarmi alla laurea in Storia dell'Arte. Nel 2009 ho fondato Milanoincontemporanea per non metterla da parte.

  • Ruggeri

    Non si chiama “Cascina delle mele”, ma “De Pomi” dal nome dell’antica famiglia locale oramai estinta che ne era proprietaria.

    • Ciao Ruggeri, grazie per la precisazione. Avevamo trovato l’altra versione, ma forse era una romanticheria. Grazie 🙂