Cody Chesnutt al Biko Club: chi è? Ecco com’è andata!

Il cantautore americano si è presentato armato solo di se stesso, di chitarra, e dei suoi testi strabordanti di amore cosmico.

Come avrete capito, il Biko Club è uno dei nostri locali preferiti a Milano. Scusate se mi ripeto, ma cosa ci posso fare se ha un programma così “giusto”? L’unica cosa che posso fare è tornarci.

E poi lo scorso venerdì 6 ottobre è stata una di quelle serate che definiscono l’anima Soul & Black del Biko: in cartellone Cody Chesnutt, cantautore americano che si presenta armato solo di se stesso, di chitarra, e dei suoi testi strabordanti di amore cosmico, amore materno, amore tra i popoli, amore amicale, amore universale, amore fraterno … Luv luv luv in tutte le salse possibili, al vapore, al cartoccio, gratinato e persino caramellato. Toccando anche la sharing economy e la green economy.

Questo carico di “pace e bene” poteva risultare eccessivamente zuccheroso, non fosse che questo Cody è un gran “mattatore” (in senso gassmaniano, si intende) e ci fa divertire un totale con i suoi esperimenti di gruppo.

Che poi il gruppo non c’è. O meglio, il suo gruppo siamo noi – il suo pubblico – e si assicura che siamo sempre sul pezzo e soprattutto “in the love”. E se riesce a far cantare me, è proprio bravo.

Più lo osservo, più mi sembra la reincarnazione di Marvin Gaye (spero per lui con una vita familiare meno travagliata del compianto). Ma questa deve essere una suggestione indotta dall’aria satura di anidride Soul-forosa (yak yak, che battuta) dentro il Biko stasera, che amplifica le percezioni e ci connette con il tutto.

Va beh, basta sparate da neo-hippie, e ben venga la suggestione e il clima “feel good” che si è venuto a creare perché dopo tutto – come rimarca Cody – questa è la cosa più importante.

Paolo Venturini

Che vita sarebbe senza musica e... Milano. Da Milano mi ero allontanato alcuni anni, pentendomene perché mi mancava da morire, e adesso che sono tornato voglio recuperare il tempo perduto. La musica, almeno quella, me la sono portata sempre dietro. Fra le due c'è però una connessione profonda, creata dai luoghi e dalle persone, che amplifica il piacere di entrambe.
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