Circolo Arci Magnolia: i concerti da non perdere e il live degli Holy Fuck

Il Circolo Arci Magnolia: “fuori da Milano, ma al centro dell’Europa”… e anche del Canada, in occasione del primo live in Italia dei toront-esi Holy Fuck

Dubito ci siano lettori/rici di Milanoincontemporanea che non conoscano almeno di nome il Circolo Arci Magnolia: immerso nel verde del Parco dell’Idroscalo, proprio di fianco all’aeroporto di Linate, da tanti anni è sinonimo di musica indie a Milano…. anzi, “fuori Milano, ma al centro dell’Europa” come recita un motto sul sito ufficiale.

In effetti si può dire che dal 2005 in avanti abbia assunto un ruolo centrale per la musica pop/rock indipendente/alternativa (ma hanno ancora senso nel 2017 questi aggettivi?) che precedentemente era svolto da altri locali come il mitico Tunnel di via Sammartini, lo storico Rainbow (R.I.P.) di via Besenzanica, la compianta Casa 139 (R.I.P.) di via Ripamonti.

Per il programma completo del locale, che è lungo come la Divina Commedia e in continuo aggiornamento, vi rimando al sito www.circolomagnolia.it. Vorrei però segnalarvi un paio di date particolari nei prossimi due mesi:

Omar Souleyman – Venerdì 12/01/2018: perché per un mese tutti i giorni ho visto la sua gigantografia nell’atrio della Stazione Centrale (accanto a quella di Giorgio Moroder) e adesso sono curioso di vederlo in azione. E poi perché non iniziare l’anno con qualcosa di così lontano, così vicino? To Syria, with love.

Son Lux – Lunedì 12/02/2018: perché il loro disco “Lanterns” del 2013 per me e per molti altri fu una rivelazione. E’ vero, per febbraio c’è ancora tempo, ma questi sono proprio fighi, e date come questa fanno sold out in fretta.
E già che siamo qui al Magnolia, in questo fredda serata di mercoledì 29 novembre 2017, godiamoci il live degli Holy Fuck, quartetto canadese che il materiale promozionale descriveva come “un Einstürzende Neubauten che trae ispirazione da Fela Kuti con un pizzico di Brian Eno”.

A dire il vero a me sembrano più affini ai Chemical Brothers e ai Tame Impala, ma con un sound più tirato.
Forse qualcuno avrà visto il video del loro brano Red Lights, quello con i gattini che guidano l’auto e suonano tutti gli strumenti; ben rappresentativo del loro stile musicale, salvo che dal vivo sono più… potenti.

Il muro del suono che gli Holy Fuck riescono a produrre dal vivo è talmente denso e compatto che si affetta con la sega elettrica.

I pezzi sembrano dividersi fra quelli che, al netto dell’esuberanza sonora, sono in fondo abbastanza pop – financo melodici se vogliamo – e quelli tutto groove e loop (neo)psichedelici.

Il layering dei suoni è spintissimo. Nessuna possibilità offerta da strumenti elettrici ed elettronici è tralasciata, c’è dentro qualunque cosa: campionamenti, chitarre distorte, sequencer, vocoder, basso fuzz, nastri magnetici, sintesi digitale a 8 bit, sintesi analogica (e che band sei, oggi, se non hai almeno piccolo synth modulare?). Ma diversamente da molti loro “competitor”, gli Holy Fuck non usano laptop, quindi nessuna base programmata: i suoni sono creati e manipolati rigorosamente in diretta, con maestria da giocolieri dei pulsanti, dei fili e delle manopoline.

Ecco, però… se vi piacciono gli Holy Fuck, non perdetevi i Son Lux sempre al Magnolia lunedì 12 Febbraio, che le aspettative sono motivatamente alte. Vi ho già detto quanto sono contento che i Son Lux suoneranno al Magnolia il 12/02/2018?

Paolo Venturini

Che vita sarebbe senza musica e... Milano. Da Milano mi ero allontanato alcuni anni, pentendomene perché mi mancava da morire, e adesso che sono tornato voglio recuperare il tempo perduto. La musica, almeno quella, me la sono portata sempre dietro. Fra le due c'è però una connessione profonda, creata dai luoghi e dalle persone, che amplifica il piacere di entrambe.
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