Ca’ Longa: storia dell’edificio più rinomato di via Piero della Francesca

Storia di un angolo di Milano che non conoscevo, ma che una foto pubblicata su Facebook mi ha spinto a studiare. Ecco che cosa ho scoperto!

Devo ammettere che avevo sentito parlare della Ca’ Brutta in via Turati, delle Ca’ di Portaluppi e Gio’ Ponti in Porta Venezia, persino della Cà di Ciap, la via delle natiche di Achille Castiglioni, per via delle enormi figure femminile che un tempo adornavano il portone del palazzo Castiglioni in Corso Venezia n. 47, ma mai avevo sentito parlare della Ca’ Longa.

L’interesse è nato da una bellissima avvistata sul profilo facebook dell’amica Marta (che fa delle foto pazzesche di Milano e dintorni) e la domanda che subito mi è scaturita è stata: com’è che non l’ho mai vista? Dove si trova? E da dove deriva questo nome?

La Ca’ Longa si trova in via Piero della Francesca 34 e per qualcuno è uno degli angoli più importanti del cosiddetto “Borgo dei “Scigolatt“, il borgo degli ortolani, che fino a non molto tempo fa si trovava tra Porta Tenaglia e Porta Volta.

Il nome ‘Scigolatt‘ deriva dalla scigola, la cipolla. Strano? Forse oggigiorno sì, ma non in pieno XX secolo quando nel quartiere erano numerose le coltivazioni di frutta e verdura, grazie alla ricca abbondanza d’acqua. Questa, un tempo, era zona boschiva, come ancora ricorda la chiesa ancora su Via Peschiera, zona Melzi d’Eril, di Sant’Ambrogio ad nemus, cioé verso il bosco.  E non è tutto.

Scopro così che la nostra Ca’ Longa, letteralmente ‘casa longa’, nasce come vecchia cascina dell’800 che venne utilizzata come sede postale con le stalle per i cavalli delle carrozze nel lungo cortile e successivamente poi trasformata in una casa di ringhiera, la stessa che ancora si trova a due passi dall’arco dall’Arco della Pace e che conserva pure un miracolo. 

La leggenda racconta che una Madonnina votiva venne risparmiata da un bombardamento tedesco  alleato durante l’ultimo conflitto. “Da quel giorno gli abitanti della Cà Longa sono soliti festeggiare aprendo la casa ai passanti ogni prima domenica di Ottobre” troviamo ricordando sul web.

Ecco allora la Ca’ Longa oggi:

La Ca’ Longa, di recente, è tornata in auge come location di mercatini vintage, merende e Frida Bike, che vende cargo bike.

A fare da trait d’union tra la vita di ieri e il mondo di oggi resta però il senso di ‘community’: per darci un’idea di come si abitava in queste case di ringhiera il portale dei Beni Culturali della Lombardia ci regala questa immagine con un edificio allo stato in cui si trovava dopo i bombardamenti dell’agosto ’43. Nel Gruppo di adulti: l’ultima a destra è Bice Calonga. Sarà stata lei a dare il nome ad uno dei simboli riscoperti della vecchia Milano? Non credo, ma mi piace immaginare che un legame ci sia…

Milano – Quartiere Dergano-Bovisa – Via Lancetti – Adulti – Bice Calonga

Sono nata al Fatebenefratelli, zona Brera, una delle zone più bohemienne di Milano, che non poteva che portarmi alla laurea in Storia dell'Arte. Nel 2009 ho fondato Milanoincontemporanea per non metterla da parte.
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Circa Paola Perfetti

Sono nata al Fatebenefratelli, zona Brera, una delle zone più bohemienne di Milano, che non poteva che portarmi alla laurea in Storia dell'Arte. Nel 2009 ho fondato Milanoincontemporanea per non metterla da parte.

  • phunka

    Il bombardamento probabilmente era alleato. Non mi risulta alcun raid tedesco su Milano nella seconda guerra mondiale

    • Auch, che svista! Hai ragione! Correggo subito e grazie!