Milano e i suoi bunker: storia e mappa di angoli sotterranei della nostra città

Milano e i suoi bunker: storia e mappa di angoli sotterranei della nostra città con un passato triste, da conoscere attraverso visite guidate speciali.

DA UN ARTICOLO DEL GENNAIO 2010
Spulciando nel web, oggi, mi sono imbattuta in un articolo de La Repubblica dal titolo “Come eravamo sotto le bombe“.

Leggo, scorro le immagini, e vengo a scoprire che sotto  Milano esistono oltre 15mila bunker, rifugi antiaerei nascosti sotto cortili, palazzi costruiti durante la Seconda Guerra Mondiale: un patrimonio di ieri che sta scomparendo nella manìa del costruire di oggi.

Di seguito voglio indicarvi le vie e le zone: non si possono ancora esplorare, ma magari  si trovano vicino a dove abitate e una sbirciatina da fuori potete anche darla – ma io non vi ho detto niente.

Mentre alla Pinacoteca di Brera continuano i festeggiamenti per i suoi 200 anni e la mostra “Brera e la guerra” organizzata in collaborazione con il Touring Club Italiano (per informazioni:  02/8526820), la Scam, l’associazione Speleologia cavità artificiali Milano, viene allo scoperto e diffonde qualcosa del suo incredibile lavoro.

Dagli anni Ottanta, gli speleologi della Scam hanno esplorato e catalogato i sotterranei e i più rari rifugi di superficie della città. Sono cantine puntellate, bunker con porte antiscoppio, e sui muri (in fondo vi ho riservato qualche immagine) ci sono persino le segnalazioni di divieto di fumo e le indicazioni sui muri, pezzi di giornale lasciati di fretta e casse di bottiglie.

Tra i bunker di Milano

  • via Ripamonti – R stava per ricovero nel bunker
  • via Tirso – qui US indicava l’uscita di via sicurezza
  • sotto la fontana di piazza Grandi – un bunker in cui resti di un tempo lottano contro l’incuria e il tempo. Ci sono arredi interni come panche, lavandini, impianti elettrici
  • via Adriano – gli operai della Magneti Marelli cercavano qui riparo nel 1943, un rifugio unico, una torre di cemento armato di 35 metri dove rimangono i simboli dell’infermeria, appendiabiti e manovelle per l’impianto di depurazione dell’aria dove oltre 400 persone si sedevano fin sui gradini della cisterna d’acqua.
  • Oggi è solo, affollato dai ponteggi delle nuove costruzioni, dimenticato come i sotterranei dell’istituto Moreschi di via San Michele del Carso (era destinato agli studenti e ai cittadini della zona con 400 posti in tutto) e il rifugio più storico, nel giardino di Palazzo Isimbardi.
  • Difficile salvare da vandali e dall’edera la cosiddetta Torre delle Sirene: era destinata al prefetto, alla sua famiglia e allo staff, ma ospitò anche Mussolini nell’aprile del 1945, alla vigilia della fuga a Dongo.

Un museo della storia contemporanea della nostra città che calpestiamo, nel vero senso della parola, dimenticando vite, persone, una città intera che è riuscita a respirare e a tornare a vivere.

Speriamo solo che lo Scam riesca nel tentativo di divulgare questa realtà nelle scuole e ad intraprendere un progetto col quale far rivivere questi luoghi in cui, per chi ha natali milanesi da qualche generazione, c’è anche un po’ di noi.

Immagini da LaRepubblica.it


Sono nata al Fatebenefratelli, zona Brera, una delle zone più bohemienne di Milano, che non poteva che portarmi alla laurea in Storia dell'Arte. Nel 2009 ho fondato Milanoincontemporanea per non metterla da parte.
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Circa Paola Perfetti

Sono nata al Fatebenefratelli, zona Brera, una delle zone più bohemienne di Milano, che non poteva che portarmi alla laurea in Storia dell'Arte. Nel 2009 ho fondato Milanoincontemporanea per non metterla da parte.