San Maurizio al Monastero: un libro svela i segreti della Cappella Sistina di Milano!

A Milano esistono luoghi che sono scrigni di vera bellezza, dimenticati da tutti, sebbene da secoli siano lì, silenziosi e immobili testimoni di pietra del frenetico cambiare della vita contemporanea.

Uno di questi è la chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore, in Corso Magenta, attaccato che più non si può al più conosciuto Museo Archeologico di Milano.

Spesso vi sarà sembrata chiusa, eppure qui si tengono regolarmente riti ortodossi ed eventi culturali/espositivi. E sempre qui esiste una delle rare testimonianze della grande pittura lombarda di Bernardino Luini, che per “comodità di studio” siamo portati a cercare altrove, in città come Brescia e Bergamo.

San Maurizio al Monastero Maggiore: quello che forse non tutti sanno

#1. Il monastero è è documentato già in epoca carolingia e già nel IX secolo era un cenobio femminile;
#2. Il monastero nasce dal riutilizzo in parte alcuni edifici romani (ancora oggi fanno parte del suuo complesso una torre poligonale, resto delle antiche mura di Massimiano, e un’altra quadrata, che in origine faceva parte del circo romano);
#3. E’ considerato la Cappella Sistina di Milano per il suo ricco ciclo di affreschi;
#4. L’edificio venne realizzato in pochissimi anni (1503-1509)
#5. All’interno sono tuttora conservati i lavori di alcuni >maestri dei maestri della pittura universale come Simone Peterzano, che proprio a Milano tenne a bottega un giovanissimo Michelangelo Merisi, alias, Caravaggio.

San Maurizio al Monastero Maggiore: il libro

A raccontarne la storia dei dipinti, degli artisti e dell’architettura, è il volume SAN MAURIZIO AL MONASTERO MAGGIORE, a cura di tre studiosi ed esperti di Storia dell’Arte Moderna, Giovanni Agosti, Chiara Battezzati e Jacopo Stoppa, edito da Officina Libraria e disponibile in libreria dall’11 gennaio.

190 illustrazioni a colori, la spiegazione delle decorazioni interne, realizzate da maestranze di primo Cinquecento che lavorano nell’orbita dei maggiori artisti del momento come Zenale e Bramantino, fino alla famiglia dei Luini sono alcune delle chicche che verranno svelate nella pubblicazione.

Come la storia della parete divisoria e la nascita della visionaria cappella Besozzi, che cela il criptoritratto della contessa di Challant, la sventurata fedifraga che commissionò l’omicidio di uno dei suoi amanti e fu quindi decapitata sul rivellino del Castello Sforzesco (opera di Bernardino e bottega).
Ai suoi figli Giovanni Pietro e Aurelio Luini, soprattutto, si deve invece la cappella Bergamina (dal nome di una lontana parente di Cecilia Gallerani, l’amante di Ludovico il Moro resa eterna dalle pennellate di Leonardo) e altri significativi interventi che riguardano le cappelle, la controfacciata delle monache e il pontile.
Con quest’ultimo confina uno degli organi meglio conservati della città, tuttora utilizzato per rassegne e concerti, e visibile al di sopra del coro monastico.

Il volume si sofferma su passaggi importanti per la storia degli artisti, come la prima prova nota nella città meneghina di quello che presto diventò il maestro di Caravaggio, Simone Peterzano, reduce allora da un apprendistato a Venezia con Tiziano.

Il testo cattura l’attenzione del lettore con fatti curiosi, come per esempio la tela di Antonio Campi, montata per volontà di Carlo Borromeo affinché le suore di clausura non potessero guardare verso l’attuale corso Magenta.

Non vengono tralasciati neanche i misteri, restituendo al lettore cronologie più fedeli: dalla decorazione della volta, per lungo tempo ritenuta antica, ma più probabilmente dovuta allo stesso scenografo della Scala Alessandro Sanquirico, che intervenne nel primo Ottocento, fino ai cosiddetti paesaggi laici.
Da sempre considerati cinquecenteschi, questi ultimi decorano una serie di cappelle nella zona claustrale, e risalgono invece ai primi del Novecento, nonostante per lungo tempo abbiano rappresentato per i milanesi il simbolo di questo inesplorato ambiente di pittura e musica.

SAN MAURIZIO AL MONASTERO MAGGIORE

a cura di Giovanni Agosti, Chiara Battezzati e Jacopo Stoppa
176 pp., cartonato in plancia, 20 x 28 cm, 190 ill. a colori
29,00 €
isbn: 978-88-99765-69-9

Officina Libraria
www.officinalibraria.com

I castelli di Milano: meglio della Loira! Ecco dove sono e come visitarli

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Falò di Sant’Antonio a Milano: dove, quando e perché si festeggia?

Il Falò di Sant’Antonio: si avvicina la data in cui i cieli del milanese torneranno a brillare sotto i fuochi dedicati alla ricorrenza di Sant’Antonio Abate.

FALO’ SANT’ANTONIO: LA TRADIZIONE

La festa di S. Antonio, monaco egiziano vissuto nel IV secolo e protettore degli animali domestici, del porcello, dei macellai salumai e dei coltivatori, ricorre ogni 17 gennaio.

In quella occasione, sin dalla notte dei tempi ma più probabilmente dall’età dei celti, vengono bruciate le sterpaglie nei campi.
Fiamme propizie a creare terreno fecondo per il prossimo anno.
Fuoco di purificazione e propizio per il nuovo raccolto.
Braci sotto le quali soffocare – simbolicamente – i dolori dell’anno passato.

In moltissime zone, poi, i falò, come da tradizione, saranno preceduti dalla benedizione degli animali.

FALO’ SANT’ANTONIO: SAGGEZZA POPOLARE

Nel mondo agricolo, il giorno di Sant’Antonio coincide con il risveglio della natura. Per questo motivo è in uso il detto popolare: “A Sant’Antonio un’ora buona”. Pare infatti che da quella data si cominci a guadagnare un’ora di luce in più.

Altro detto legato al culto di Sant’Antonio è quello del ‘Fuoco’. Pare infatti che il santo fosse in grado di curare la gravosa malattia cutanea che, giustappunto, veniva curata con il grasso di maiale.

FALO’ SANT’ANTONIO: LE FESTE

Una storia che si ripete ogni anno e che torna anche in questo secondo weekend di gennaio.

Ecco qualche falò da non perdere.

– Cascina Nosedo, sabato 13 gennaio
con allestimento campo di tiro con l’arco dalle ore 15.
A seguire: ccensione della pira con frecce infuocate al tramonto

– Orti di via Padova – domenica 14 gennaio
Ore 21, via Esterle. A cura di Orti di via Padova.

– Morimondo, domenica 14 gennaio (15 gennaio )
Falò, dolci, bancarelle, vin brulé e tortelli nella giornata organizzata dalla Pro Loco.

– Cascina Linterno, domenica 14 gennaio (15 gennaio )
Ore 15-19, via Fratelli Zoia. A cura di Amici Cascina Linterno.

– Parco del Ticinello, lunedì 15 (16) gennaio
Ore 20.45, via Dudovich. A cura di Comitato Parco Ticinello.

– Molino del Paradiso, martedì 16 (17) gennaio
Ore 21, via Mosca. A cura di Associazione Il Rile.

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– Bernate Ticino, martedì 16 (17) gennaio
Ore 21, in via Vittorio Emanuele, nel prato antistante la Canonica Agostiniana. Verranno distribuite frittelle e vin brulé.

– Parco delle Cave, martedì 16 (17) gennaio
Ore 21, Cava Aurora. A cura di Unione Pescatori Aurora.
– Cusago, martedì 16 (17) gennaio
Ore 20, piazza Soncino, organizzato dall’Amministrazione Comunale con il supporto di diverse associazioni.

– Sedriano, martedì 16 (17) gennaio
Ore 21, in via Magenta.

– Boscoincittà, mercoledì 17 (18) gennaio
Ore 21, Cascina San Romano. A cura di Cfu-Italia Nostra.

E IN AGGIUNTA…

Sagra de I Canünsei de Sant’Antone da mercoledì 10 gennaio 2018 a domenica 21 gennaio 2018.

Decima edizione della festa patronale di Castelcovati, alle porte di Brescia.

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