La prima mostra estesa in Italia parte da Milano a gennaio 2018!

Whitelight Art Gallery inaugura la prima mostra estesa in contemporanea in tre città diverse, Milano, Torino e Roma – TUTTE LE INFO!continua a leggere La prima mostra estesa in Italia parte da Milano a gennaio 2018!

#PercorsiPoetici: Milano cerca 20 frasi per le vie del nuovo parco pubblico

#PercorsiPoetici è un concorso creativo aperto a tutti i cittadini che hanno tempo fino al 4 febbraio 2018 per ideare le 20 frasi da iscrivere sui percorsi in calcestruzzo del nuovo parco pubblico Biblioteca degli Alberi.

L’idea, promossa da Comune di Milano e Fondazione Riccardo Catella, è partita a inizio gennaio attraverso una call to action diffusa sui social della “Porta Nuova Smart Community”.

L’obiettivo di #PercorsiPoetici: i cittadini potranno contribuire attivamente al completamento del progetto del nuovo parco, scrivendo i propri #PercorsiPoetici nella #BibliotecadegliAlberi.

#PERCORSIPOETICI: TEMA DEL CONCORSO

I cittadini sono invitati a ideare una frase, aforisma o breve poesia dedicata agli Alberi, ai parchi e/o all’importanza degli spazi verdi in città, ispirandosi alla bellezza della natura e/o al ruolo fondamentale che gli alberi e le piante in città svolgono per gli effetti positivi sull’ecosistema, sul clima, sull’inquinamento e sul benessere e salute delle persone.

La proposta creativa deve essere inedita, in lingua italiana, di lunghezza massima di 120 caratteri spazi inclusi. Le 20 frasi saranno “stampate” sui percorsi in calcestruzzo del parco accompagnate dal nome proprio dell’autore senza cognome e dall’indicazione dell’età.

 

#PERCORSIPOETICI: LANCIO, MODALITA’ E DURATA DEL CONCORSO

I cittadini potranno partecipare pubblicando le frasi in modalità “commento” sotto i post ufficiali dedicati al concorso che riportano l’hashtag #PercorsiPoetici e che vengono pubblicati sui canali social di “Porta Nuova Smart Community” (Facebook e Instagram) secondo le modalità definite dal regolamento, fino al giorno 4 febbraio 2018, alle ore 24.00.
Le frasi vincitrici, selezionate da una Giuria appositamente composta che si riunirà all’inizio di Febbraio (nella settimana tra il 5 e il 9), verranno annunciate entro il 16 febbraio 2018 sugli stessi canali social della “Porta Nuova Smart Community”. A partire da Febbraio 2018 si attiverà la fase di realizzazione delle frasi vincitrici sui percorsi in calcestruzzo in cantiere e la rubrica botanica come appuntamento ricorrente nella programmazione dei canali social Facebook e Instagram della “Porta Nuova Smart Community”.

REQUISITI DI PARTECIPAZIONE:
Possono partecipare al concorso #PercorsiPoetici tutti i cittadini che pubblichino la loro proposta creativa sotto forma di commento ai 10 post Facebook o ai 10 post Instagram che riportano l’hashtag #PercorsiPoetici, che saranno pubblicati sulle relative pagine social “Porta Nuova Smart Community” fino al 4 Febbraio 2018:
FB www.facebook.com/PortaNuovaSmartCommunity
IG www.instagram.com/portanuovasmartcommunity/

REGOLAMENTO: Per conoscere tutti i dettagli del concorso consulta il regolamento qui

Per informazioni: http://www.pnsc.it/evento/percorsi-poetici/#

San Bassiano in festa: ecco quando scoprire la San Galgano lombarda!

Dopo Sant’Ambrogio a dicembre e Sant’Antonio di cui stiamo assaporando ogni fiammella dei suoi falò – di scena a Milano e dintorni proprio in questi giorni -, è arrivato il momento di conoscere un altro santo meneghino, il cui culto ha portato tanta bellezza sul nostro territorio.

Parliamo di San Bassiano, che proprio di Milano non era, ma al quale è intitolata una basilica che è una chicca.

San Bassiano: chi era

San Bassiano è stato un vescovo italiano nato a Siracusa nel 319 e morto nel 409, oggi patrono di diversi comuni: Bassano del Grappa, Pizzighettone, Lodi (di cui divenne vescovo nel 374) e, appunto, San Bassiano.

Il giorno a lui dedicato nel Martirologio romano è il 19 gennaio.

A San Bassiano è intitolata una basilica dispersa nelle campagne al confine tra Milano e Lodi in direzione Crema e Piacenza: è la Basilica dei XII Apostoli o di San Bassiano, attualmente di pertinenza della località di Lodi Vecchio.

Si dice che alla consacrazione della basilica, nel 378, fossero presenti anche Sant’Ambrogio, vescovo di Milano, e San Felice, vescovo di Como.

Dopo la morte di San Bassiano, sepolto nella Basilica, essa divenne nota (non ufficialmente) con il suo nome.
Subì due distruzioni ad opera dei Milanesi (1111 e 1158) e alla costruzione della nuova Lodi a 6km di distanza, le spoglie di San Bassiano furono trasferite nella cattedrale della nuova città.
Venne quindi ricostruita nel quattordicesimo secolo secondo lo stile gotico lombardo e all’interno si possono ammirare affreschi di quel periodo di mano del cosiddetto “Maestro di San Bassiano”, che vennero finanziati dalle varie corporazioni della città.

San Bassiano: quando visitarla

Una chicca medievale così preziosa, che avvistarla nel pieno delle campagne lombarde rievoca il fascino della toscana San Galgano, la basilica legata alla leggenda della Spada nella Roccia  (ma la nostra è assai meglio conservata ). Insomma, San Bassiano non può che essere motivo di attrazione tutto l’anno.

Di sicuro il momento più suggestivo dell’anno è quello in occasione della festa patronale di San Bassiano, il 19 gennaio.

Come da tradizione, anche quest’anno le cerimonie inizieranno di buon mattino tra autorità della pubblica amministrazione, figuranti e bancarelle con i prodotti tipici del territorio, dalla busecca, la trippa milanese, ai filson, lunghe collane di castagne cotte, affumicate e immerse poi in un liquido che le ammorbidisce.

Per informazioni su questa edizione: Ilcittadino.it/

fonte immagini: Google Maps

San Maurizio al Monastero: un libro svela i segreti della Cappella Sistina di Milano!

A Milano esistono luoghi che sono scrigni di vera bellezza, dimenticati da tutti, sebbene da secoli siano lì, silenziosi e immobili testimoni di pietra del frenetico cambiare della vita contemporanea.

Uno di questi è la chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore, in Corso Magenta, attaccato che più non si può al più conosciuto Museo Archeologico di Milano.

Spesso vi sarà sembrata chiusa, eppure qui si tengono regolarmente riti ortodossi ed eventi culturali/espositivi. E sempre qui esiste una delle rare testimonianze della grande pittura lombarda di Bernardino Luini, che per “comodità di studio” siamo portati a cercare altrove, in città come Brescia e Bergamo.

San Maurizio al Monastero Maggiore: quello che forse non tutti sanno

#1. Il monastero è è documentato già in epoca carolingia e già nel IX secolo era un cenobio femminile;
#2. Il monastero nasce dal riutilizzo in parte alcuni edifici romani (ancora oggi fanno parte del suuo complesso una torre poligonale, resto delle antiche mura di Massimiano, e un’altra quadrata, che in origine faceva parte del circo romano);
#3. E’ considerato la Cappella Sistina di Milano per il suo ricco ciclo di affreschi;
#4. L’edificio venne realizzato in pochissimi anni (1503-1509)
#5. All’interno sono tuttora conservati i lavori di alcuni >maestri dei maestri della pittura universale come Simone Peterzano, che proprio a Milano tenne a bottega un giovanissimo Michelangelo Merisi, alias, Caravaggio.

San Maurizio al Monastero Maggiore: il libro

A raccontarne la storia dei dipinti, degli artisti e dell’architettura, è il volume SAN MAURIZIO AL MONASTERO MAGGIORE, a cura di tre studiosi ed esperti di Storia dell’Arte Moderna, Giovanni Agosti, Chiara Battezzati e Jacopo Stoppa, edito da Officina Libraria e disponibile in libreria dall’11 gennaio.

190 illustrazioni a colori, la spiegazione delle decorazioni interne, realizzate da maestranze di primo Cinquecento che lavorano nell’orbita dei maggiori artisti del momento come Zenale e Bramantino, fino alla famiglia dei Luini sono alcune delle chicche che verranno svelate nella pubblicazione.

Come la storia della parete divisoria e la nascita della visionaria cappella Besozzi, che cela il criptoritratto della contessa di Challant, la sventurata fedifraga che commissionò l’omicidio di uno dei suoi amanti e fu quindi decapitata sul rivellino del Castello Sforzesco (opera di Bernardino e bottega).
Ai suoi figli Giovanni Pietro e Aurelio Luini, soprattutto, si deve invece la cappella Bergamina (dal nome di una lontana parente di Cecilia Gallerani, l’amante di Ludovico il Moro resa eterna dalle pennellate di Leonardo) e altri significativi interventi che riguardano le cappelle, la controfacciata delle monache e il pontile.
Con quest’ultimo confina uno degli organi meglio conservati della città, tuttora utilizzato per rassegne e concerti, e visibile al di sopra del coro monastico.

Il volume si sofferma su passaggi importanti per la storia degli artisti, come la prima prova nota nella città meneghina di quello che presto diventò il maestro di Caravaggio, Simone Peterzano, reduce allora da un apprendistato a Venezia con Tiziano.

Il testo cattura l’attenzione del lettore con fatti curiosi, come per esempio la tela di Antonio Campi, montata per volontà di Carlo Borromeo affinché le suore di clausura non potessero guardare verso l’attuale corso Magenta.

Non vengono tralasciati neanche i misteri, restituendo al lettore cronologie più fedeli: dalla decorazione della volta, per lungo tempo ritenuta antica, ma più probabilmente dovuta allo stesso scenografo della Scala Alessandro Sanquirico, che intervenne nel primo Ottocento, fino ai cosiddetti paesaggi laici.
Da sempre considerati cinquecenteschi, questi ultimi decorano una serie di cappelle nella zona claustrale, e risalgono invece ai primi del Novecento, nonostante per lungo tempo abbiano rappresentato per i milanesi il simbolo di questo inesplorato ambiente di pittura e musica.

SAN MAURIZIO AL MONASTERO MAGGIORE

a cura di Giovanni Agosti, Chiara Battezzati e Jacopo Stoppa
176 pp., cartonato in plancia, 20 x 28 cm, 190 ill. a colori
29,00 €
isbn: 978-88-99765-69-9

Officina Libraria
www.officinalibraria.com