Il cinema con il cappello. Borsalino e altre storie a Milano

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Mentre Milano è ancora una volta la capitale della moda e del glamour, si infittisce il calendario di chi, del fashion, ne ha fatto una questione di cultura personale. Al di là di passerelle, sfilate, party e retrospettive dedicate ai grandi stilisti – come quella interessante dedicata a Karl Lagerfeld – è ancora una volta un luogo canonico dell’arte contemporanea come la Triennale di Milano a riservarci una esposizione “tanto di cappello”. Mentre la Milan Fashion Week avanza..

In mostra fino al 20 marzo 2011, infatti, c’è Il cinema con il cappello. Borsalino e altre storie, accattivante percorso a metà fra storia del cinema e alta sartorialità italiana, ricco ma completamente gratuito e che si propone di raccontare almeno “70 anni di film e Borsalini”. Un appuntamento che vi consigliamo di non perdere se amate il buon cinema, i grandi marchi di moda e le celebrazioni esclusive.

La mostra è curata dal critico cinematografico Gianni Canova, è ideata da Elisa Fulco, curatrice della Fondazione Borsalino e mira ad essere un omaggio al binomio centenario tra cinema e cappello.

Ci sono tanti personaggi, recenti o che hanno fatto la storia del cinema, inimmaginabili se privati del loro cappello – citiamo ad esempio la bombetta di Stanlio e Ollio, quello ben calcato in testa ai Blues Brothers , o i profili “tanto di cappello” dell’ultima scena di Casablanca che probabilmente non sarebbero stati gli stessi se non avessero avuto il “tocco” che solo un copricapo sa conferire.

Il progetto. In questo 2011 il brand Borsalino spegne le sue prime 100 candeline. Per festeggiarsi con tutti i crismi, quelli che si convengono ad un marchio dalla grande tradizione italiana che sa anche guardare al futuro, Borsalino ha scelto di “mettersi in mostra” – letteralmente – , e lo ha fatto attraverso un’esposizione multimediale che ripercorre la storia del cinema e del copricapo glamour per eccellenza.

Alll’arte cinematografica è infatti affidato il compito di raccontare le suggestioni e di “trovare le connessioni in una molteplicità di mondi diversi che hanno scandito l’immaginario collettivo nel secolo breve e nel nuovo millennio”; al cappello classico, quello maschile in feltro che ancora oggi è noto nel mondo con il nome del suo fondatore Giuseppe Borsalino, è richiesto di fare da voce narrante di tutte le evoluzioni e le deviazioni del copricapo più famoso al mondo.

“Il cinema con il cappello. Borsalino e altre storie propone di fatto l’esplorazione di un mito, consente di compiere un viaggio attraverso i linguaggi della contemporaneità e di gettare uno sguardo emozionale, ironico, nostalgico, poetico e trasgressivo che sappia fare da ponte tra arte cinematografica e storia del costume” – ha scritto la critica e di fatto oggi vi parliamo di una mostra che siamo certi appassionerà i fanatici degli accessori più alla moda, gli estimatori di questa icona del look per Lui. M a anche i più strenui cinefili, che così potranno seguire la storia della settima arte attraverso un fil rouge davvero appassionante e insieme inusuale.

Il cappello, ormai, è diventato uno dei protagonisti più seguiti delle mise sfoggiate nel quotidiano, così come uno dei preziosi e ricercatissimi complementi del Look dei nostri beniamini sul grande schermo, ma … qual è la storia dei “ritratti contemporanei del cappello”!?

La risposta a questo quesito ce la danno i curatori della mostra: si sono affidati ad un percorso circolare che si apre e si chiude con le creazioni Borsalino. Nel mezzo c’è una carrellata di storie, trame e personaggi che annoverano Jacques Deray e il suo modo di rappresentare il gusto degli anni Trenta; gli anni Settanta, quelli in cui fu lo stesso nome dell’azienda a diventare il titolo di due celebri film – Borsalino (1970) con Jean Paul Belmondo e Borsalino & co (1974) con protagonista Alain Delon.

Il cappello, elegantissimo accessorio per eccellenza, a Milano diventa allora un narratore formidabile in grado di evocare lo spirito delle epoche che lo hanno vissuto, amato, reso celebre nell’ultimo secolo – quasi – , ovvero dagli esordi della grande storia del cinema.

E non è finita: la mostra diventa anche l’occasione per scoprire inediti documenti che testimoniano la “liaisonne tra cinema e Borsalino”: fino al 20 marzo 2011 saranno eccezionalmente fruibili i disegni di Jacques Fonteray (costumista parigino delle due pellicole “Borsalino”) ed anche i lavori realizzati per la mostra da Gianluigi Toccafondo alla presentazione in prima nazionale dell’inedita versione integrale restaurata di un documentario di cinema industriale della ditta Borsalino del 1912, un’opera filmica realizzata dal regista Luca Comerio: parliamo di un esempio unico nel suo genere in cui la fabbricazione del cappello viene introdotta da una vera e propria fiction!

Insomma, con la Milan Fashion Week alle porte, non potevamo che segnalarvi questa come occasione per celebrare il top del made in Italy. L’azienda Borsalino ha con il cinema un legame antico e speciale e visitare questa mostra da qui al prossimo mese servirà a mantenerlo sempre forte e vivo nel tempo.

Ma se volessimo portarci un ricordo a casa? Come “souvenir”dell’evento non ci sono cappelli Borsalino, purtroppo, ma un catalogo a colori di grande formato (25 x 31 cm) edito da Corraini con i contributi di Francesco Alò, Stefano Bartezzaghi, Mario Boselli, Gianni Canova, Emanuele Enria, Paolo Fabbri, Giusy Ferré, Elisa Fulco, Roberto Gallo, Giorgio Gosetti, Franca Sozzani, Dario Edoardo Viganò, Sergio Toffetti. Progetto grafico di Mari Conidi.

Il cinema con il cappello. Borsalino e altre storie

Triennale di Milano
Fino al 20 Marzo 11
Orario: 10.30 – 20.30, chiuso il lunedì – Giovedì e venerdì 10.30 – 23.00
Ingresso libero

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