Sant’Antoni da la barba bianca e i falò di Milano e dintorni

La Festa di Sant’Antonio si celebra in tutte le comunità cristiane del mondo, con lingue e costumi diversi, eppure quella tradizione della pira di fuoco rimane intatta come un’unica, grande popolazione.

Ha un che di ancestrale, di pagano, e viene celebrata – secondo il calendario – il 17 gennaio.

Perché allora dedicargli tanti falò attorno a Milano oggi, sabato 14 gennaio. E dove?

A dire il vero, le origini dei falò di Sant’Antonio si perdono nella notte dei tempi.

D’altra parte, persino la storia di questo santo eremita egiziano rimane avvolta nel mistero, ammantata di leggenda e di tradizione, da quella rurale a quella agiografica.

Quello che si sa per certo è che in principio, per cristianizzare i riti e i simboli del passaggio stagionale, la Chiesa acconsentì alla trasformazione del monaco del III-IV secolo in un vecchio dalla lunga barba, utilizzando la sua icona come metafora dell’inverno.

Sant’Antonio divenne allora un vecchio la cui barba viene ancora bruciata nei grandi falò, “simbolo del fuoco distruttore delle cose vecchie, creatore delle cose nuove, conforto dei rigori del clima.”

Da qui alla nascita dei proverbi milanesi il passo è breve.

Detti come

“A Sant’Antoni, frècc da demoni. A San Sebastian, frècc da can. A San Bias, el frècc l’è ras (è al colmo)”;

O beato Sant’Antoni fasem fa un bun matrimoni”,”

”Sant’Antoni da la barba bianca, fasem trovà quel che me manca”

sono entrati nell’uso comune, da Settimo Milanese fino al confine con il Ticino.

Un santo atteso, portatore di benessere e abbondanza grazie alla sua ricorrenza in questo periodo dell’anno in cui, per fortuna, le giornate cominciano ad allungarsi e la natura pare risvegliarsi dal suo letargo invernale.

Così carismatico da aver resistito all’era dei computer, delle chat, dei tablet e del virtuale, strumenti accessori divenuti una provvidenziale cassa di risonanza che, come gli aedi di secoli orsono, segnano l’arrivo di nuovi appuntamenti.

  • 14 gennaio – dalle 20.45 – a Fallavecchia, frazione di Morimondo
  • 15 gennaio – dalle 17.00 – Morimondo: il falò verrà accompagnato dalla distribuzione di cioccolata calda, dolci e vin brulé per tutti.
  • 15 gennaio – dalle 14.30 – Frittellata di Sant’Antonio a Cassinetta di Lugagnano, nella sede della Pro Loco in via Trento. In quest’occasione, fino a esaurimento, verranno distribuite gratuitamente frittelle, cioccolata calda e vin brulé.
  • 17 gennaio – nei Comuni di Albairate (Parco di via Donatori di Sangue) e di Marcallo con Casone (dove dalle 21.00, presso la tensostruttura di Parco Ghiotti, ci sarà la tradizionale benedizione degli animali, cui seguirà l’accensione del falò e la distribuzione di bevande calde e vin brulé). Un falò verrà acceso alle 20.30 anche nella frazione Casone.
  • 17 gennaio – dalle 20.30 – a Robecco sul Naviglio (presso via per Castellazzo dè Barzi e via Ugo Foscolo e nelle frazioni) con falò e distribuzione di bevande calde.

Desiderate maggiori informazioni? E’ a disposizione il sito www.consorzionavigli.it, come il numero 02.94921177, oppure la mail a turismo@consorzionavigli.it.

Peccato non sapere cosa accadrà o se accadrà qualcosa nei parchi pubblici di Milano (Parco delle Cave e nel Boscoincittà) dove la tradizione voleva feste, vin brulè e canti popolari.

E posso dire lo stesso anche per le cascine dell’ovest milanese, dove, secondo Wikipedia “fa parte della tradizione il trarre auspici dal movimento della “barba” del santo, ovvero dalla fine sospensione di materiale incandescente che i contadini producono smuovendo con forche da fieno la brace del falò quando la fiamma viva del materiale combustibile si è spenta”.

Cosa dovremo aspettarci, allora?
Ugualmente tanti momenti di convivialità, leccornie per fare festa e … attenti alla direzione che prenderanno le fiamme.
Se le lingue di fuoco inclineranno verso Ponente allora si potrà sperare che il Santo garantirà un’annata bundanziüsa. In caso contrario … ciccia, ci saremo pur sempre divertiti.

Buon Sant’Antonio!

Paola Perfetti

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