Camparino in Galleria?

Addio Zucca: ora La Rissa in Galleria è un’esperienza al rabarbaro che piace ai (Bam)Boccioni di Milano.

L’appuntamento per l’aperitivo più meneghino è tornato a vivere all’angolo fra Piazza Duomo e Corso Vittorio Emanuele, non per un evento in stile Milanoincontemporanea, ma per la riapertura del mitico bar-ristorante di un secolo fa al quale hanno preso parte l’artista Ugo Nespolo, il presidente della Camera di Commercio Carlo Sangalli e l’assessore comunale al Commercio Franco D’Alfonso, oltre che la famiglia Milani, storico gestore del cafè.

Un grande simbolo di Milano è tornato. Da qui sono passati Manzoni, per Re Umberto I, Arturo Toscanini, persino Boccioni, che da qui ha dipinto la sua futuristica Rissa in Galleria (non perdetela alla Pinacoteca di Brera).

“E’ un sogno che si realizza” – è stato il commento degli storici gestori Orlando Chiari e Teresa Miani. Ma questo sogno ha una storia lontana.

Il Caffè dei Miani nasce nel lontano 1867 come “il casello della Galleria”, incastonato come una gemma nell’archiettura Art Nouveau di Giuseppe Mengoni e nei magnifici ferri battuti di Alessandro Mazzuccotelli.

La storia la raccontano bene i colleghi di Designandstyle.blogosfere.it

Il Camparino vuole essere il luogo privilegiato per chi desidera immergersi in una vera e propria esperienza Campari, con uno sguardo al futuro, ma nel rispetto delle origini che hanno costruito la notorietà del marchio: un punto di incontro e di scambio in vista dell’Expo 2015.

Davide Campari apre il Camparino nel 1915 come fratello minore del Caffè Campari, inaugurato dal padre Gaspare nel 1867, dove non solo poter gustare un aperitivo: era diventato anche ristorante. Da subito il Camparino diviene il fulcro della vita milanese e delle tendenze che l’hanno attraversata.

Oggi, a oltre un secolo da quella storia e dopo che un pezzo di storia è passato da qui, il Camparino torna, come “Un posto magico, un locale simbolo che racconta Milano – ha detto alla presentazione il presidente della Camera di Commercio Carlo Sangalli -. È bello che una delle istituzioni dell’aperitivo torni al suo antico nome“*.

Oltre alla novità del drink al rabarbaro by Campari, però, questa è anche e soprattutto una operazione di immagine e di ritorno alle origini.

Lo ha sottolineato anche Jean Jacques Dubau, managing director Campari Italia: “Non è un’operazione di nostalgia ma di rilancio – ha spiegato l’assessore comunale al Commercio Franco D’Alfonso -. Il nostro intento è di fare della Galleria non una sorta di mall commerciale, ma un biglietto da visita della città, anche in ottica 2015, tutelando le presenze storiche”.

Ce lo auguriamo vivamente anche noi.

Per ora, gustatevi la fotogallery e il video.

Paola Perfetti

*Milano.Corriere.it

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