Ciao Enzo Jannacci, il ricordo di Milanoincontemporanea

Avremmo voluto concludere questo mese di marzo, questa giornata pre-festiva, questo periodo pre Design Week (una sorta di “quiete prima della tempesta”), segnalandovi belle novità, promettenti sabato pomeriggio e divertenti momenti a Milano. Quelli ci sono, ci saranno, ma non possiamo non dedicare il nostro post del giorno ad un grande milanese che ieri sera si è spento a 77 anni, a giugno sarebbero stati 78. Enzo Jannacci.

Si chiamava Vincenzo, detto Enzo, ed era nato a Milano il 3 giugno 1935. Ieri sera si è spento nella sua Milano.

Cinquant’anni di carriera. Cinquant’anni di Milano e contemporaneità al passo con i tempi, pronto a raccontarla con estrema creatività, divertimento, accompagnato da amici che non tutti possono dire di avere avuto il privilegio di conoscere.

Lui, il cantautore, cabarettista, attore e cardiologo italiano, sì era medico, Jannacci ha lavorato con i più grandi della musica leggera contemporanea. Leggera… mica tanto: con divertimento ed ironia Enzo e Adriano Celentano, Luigi Tenco, Little Tony e Gaber hanno raccontato con schemi fissi più o meno fissi, sempre oltre i confini della regolarità, la quotidianità ed i cambiamenti della società.

“Pionieri tra i pionieri del rock and roll italiano” è già stato scritto di lui. E ancora, da Repubblica.it, “Basta dire Gaber e Jannacci per evocare una Milano che non c’è più, quella della nebbia, già grande città ma non ancora metropoli, una Milano romantica, popolata di personaggi bizzarri e poetici”.

Ma perché essere tristi? Jannacci, per quel che ci è stato dato di conoscerlo artisticamente, era un uomo scanzonato.

E dunque, a lui un grande saluto ringraziandolo d’averci lasciato un nuovo astro della musica meneghina, suo figlio Paolo.

A Enzo un grazie per averci fatto ridere, ed aver continuato a farlo, nonostante gli anni siano passati.

Chissà se sarà in Paradiso con le sue scarp de tennis. O se si starà facendo “una fetta di limone” più Barbera e Champagne con il suo amico Giorgio.

Intanto, noi di Milanoincontemporanea lo vogliamo ricordare così.

Grazie Enzo.

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