La “polvere” di Andy Warhol scintilla al Museo del Novecento

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Il re della Pop Art arriva a Milano. Si chiama “Andy Warhol Stardust” la mostra che da oggi, venerdì 5 aprile, e fino all’8 settembre 2013 ripercorrerà al Museo del Novecento l’opera grafica dell’artista, produttore, scultore, regista, e chi più ne ha più ne metta, statunitense.

Dalle serigrafie su carta che occupano un posto importante nel modo di esprimersi di Warhol, alle inconfondibili “Campbell’s Soup”, non manca niente all’esposizione che mostra alcune delle stampe più significative dell’artista provenienti dalla collezione Bank of America Merril Lynch.

La polvere di stelle di “Andy Warhol Stardust”, questo il significato del termine, non è solo la polvere di diamante utilizzata in molte stampe, ma è la capacità del pittore di creare icone che ancora scintillano nel panorama internazionale. Il percorso espositivo cronologico parte con le serigrafie degli anni Settanta e si conclude con quelle create nel corso degli anni Ottanta, esponendo alcune delle tappe salienti della produzione artistica di Warhol.

Campbell’s Soup, Flowers, Sunset, Grapes, Space fruits: non manca niente. Il percorso nasce per mettere in luce la produzione seriale di stampe realizzate in gran parte dagli assistenti della Factory e nate per essere vendute, ma che Warhol rifiniva e ritoccava con spasmodica attenzione.

«La mia filosofia è fare un quadro al giorno», affermava Warhol, per sempre astro immortale nel panorama internazionale.

Classe 1988, sono nata in un caldo giovedì di agosto in Brera, uno dei quartieri più belli della mia città. Dalla passione (divenuta laurea) per le lingue straniere all'attività di blogger e giornalista freelance, il passo per me è stato molto breve. Oggi mi occupo di comunicazione, ma scrivere di Milano è scrivere delle proprie origini.
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