Un Fuorisalone… bollente: cosa resterà di questa Design Week?

Finite baracca e burattini, c’è da chiedersi: “che cosa ne resterà di tutto il bailame e gli espertoni di design che hanno spopolato anche in questo Fuorisalone 2013?“. Che cosa ne faremo delle idee raccolte, delle atmosfere da design party (che si avvicinano pericolosamente e sempre di più a quelle della Settimana della Moda), dei personaggi da circo e dei talentuosi dell’arredamento? Ricerche, numeri, sondaggi… Aspettiamoci di tutto e di più, ma già una cosa la sappiamo: secondo JUST EAT, che ha interrogato un campione di italiani molto… rappresentativo, questo Fuorisalone ha fatto emergere “un certo appetito dei nostri connazionali” nei confronti di un certo spazio della casa. Ovviamente stiamo parlando della cucina, e questo perché….

Just Eat, colosso mondiale della consegna a domicilio, ha chiesto ad un campione di italiani “quali sono gli usi alternativi della cucina”. La risposta è un Kamasutra postmoderno. Una sorta di kitchen-sutra.

Sarà che chef e cuochi sono di gran moda, sarà che il prototipo di uomo-calice-di-vino-rosso-ai-fornelli ha il suo perché, ma l’80% degli italiani identifica questo vano come il luogo più caldo della casa, e 25 su 100 premiano la fantasia di una “ricetta” nuova ogni sera.

Si sa, sesso e buon cibo sono da sempre un mix vincente in fatto di erotismo, ma se mancano fragole con la panna o ostriche e champagne, da sola la cucina resta un luogo appetitoso sotto molteplici aspetti.

Profumi, spezie, la fisiologica voglia di sperimentazione: per chi ha inventiva e senso del gioco non serve altro. A preferirla sono gli uomini, l’82% degli intervistati, mentre il gentil sesso (il 73%) pregusta l’attesa ma resta ancorata all’idea dei fornelli come momento della spesa, anziché della “resa”. Ma non sempre…

I numeri? Se i tradizionalisti che in cucina continuano a soddisfare giusto gli appetiti del palato anziché le voglia della carne rimangono al 17%, per il 25% del campione coinvolto la cucina resta il terreno della passione una-due volte al mese, meno gli arrendevoli e leziosi da una-due volte alla settimana.

La loro “posizione” sull’argomento? Citiamo: “medaglia d’oro alla posizione dello chef (26,5%) – con una predilezione particolare da parte dei cromosomi X (29%) – per una ricetta nuova ogni sera“.

Restano saldi al secondo posto gli irriducibili del film cult Ghost che non sanno rinunciare alla cosiddetta “posizione dell’impastatore“, “perché“, dicono gli esperti, “un uso consapevole delle mani è sempre ben gradito“. Come se noi tutti potessimo sentirci un po’ Demi Moore o Patrick Swayze.

Medaglia di bronzo alla posizione del lavapiatti, “perché il lavello può offrire molteplici spunti creativi“, mentre a ruota vengono il salumiere, il pizzaiolo, l’aiuto-cuoco e il fattorino.

Gli italiani, si sa, amano molto la cucina. Ci siamo divertiti con questa curiosa indagine a scoprirne nuovi usi. Al di là dei dati più immediati, è emerso come il cibo abbia svariate e molteplici implicazioni sulla vita quotidiana e quanto sappia stimolare tutti i nostri sensi”, ha dichiarato Benvolio Panzarella, Direttore Generale di JUST EAT.

State pensando di rinnovare piano cottura e porta vivande?

Sono nata al Fatebenefratelli, zona Brera, una delle zone più bohemienne di Milano, che non poteva che portarmi alla laurea in Storia dell'Arte. Nel 2009 ho fondato Milanoincontemporanea per non metterla da parte.
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Riguardo a Paola Perfetti

Sono nata al Fatebenefratelli, zona Brera, una delle zone più bohemienne di Milano, che non poteva che portarmi alla laurea in Storia dell'Arte. Nel 2009 ho fondato Milanoincontemporanea per non metterla da parte.