Il Comune di Milano taglia le decorazioni di Natale. Scoppia la polemica

Non è ancora arrivato il Ponte dei Morti che già a Milano serpeggia il malcontento e si susseguono le prime critiche nei confronti del Natale. Intendiamoci, non c’è nessun Grinch o Scrooge all’orizzonte. Semplicemente la festa più attesa da grandi e piccini si festeggerà a luci spente.

Come dimenticare l’opulenza di addobbi, festoni e luminarie che campeggiavano in Galleria Vittorio Emanuele, sul Corso e nel Quadrilatero della moda, o l’immenso albero targato Tiffany &Co. dell’amministrazione Moratti? Ecco, dimenticatevelo. Perché con la crisi arriva un altro Natale di austerity: Palazzo Marino ha infatti deciso di tagliare il contributo di 120mila euro stanziato lo scorso 2012.

Delle decorazioni non si occuperà più il Comune: ora tocca a commercianti e privati accendere le luci durante il Ponte di Sant’Ambrogio. E per l’albero? La scorsa settimana si è chiuso il bando per lo sponsor che donerà l’abete a piazza Duomo: dopo il noto marchio di gioielleria americana, nel 2012 i benefattori furono gli orologiai Made in Italy di Gagà Milano. Le voci di corridoio oggi fanno il nome di un altro marchio italiano e meneghino: Prada.

Intanto i negozianti (soprattutto quelli delle zone periferiche) si lamentano temendo un Natale poco cosy, come dicono gli inglesi.

Non ci resta che aspettare e attendere in un miracolo… natalizio.

Classe 1988, sono nata in un caldo giovedì di agosto in Brera, uno dei quartieri più belli della mia città. Dalla passione (divenuta laurea) per le lingue straniere all'attività di blogger e giornalista freelance, il passo per me è stato molto breve. Oggi mi occupo di comunicazione, ma scrivere di Milano è scrivere delle proprie origini.
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