Swinging Britain per Oxfam Italia, la moda che fa del bene

Oxfam Italia

I giovani della moda al servizio dei più deboli. È questo ciò che avrà luogo domani sera, domenica 19 gennaio, grazie all’iniziativa che ha coinvolto gli studenti della Sir James Henderson School di Milano e Fidenza Village con il patrocinio di UK Trade & Investment – British Consulate General. Una serata pensata per sostenere le numerose attività di Oxfam Italia, organizzazione umanitaria da sempre impegnata nel combattere la povertà, le disuguaglianze sociali e a migliorare le pratiche dei consumi alimentari nel mondo.

Video e immagini che mostrano come l’organizzazione sia seriamente impegnata nell’aiutare i profughi di Libano e Giordania vittime del conflitto siriano, interviste a volontari, l’omaggio di una band che eseguirà brani di Coldplay e Beatles, testimonial di Oxfam, e per finire la Swinging Britain. È proprio questo il nome dell’evento che avrà luogo domani presso la Sala Collina del Sole 24Ore, dove gli studenti della Sir James Henderson School presenteranno in passerella i capi donati da alcuni stilisti italiani e inglesi per sostenere il progetto Oxfam. Alcuni nomi? Ballantyne, Barbour, Dr Martens, Etro, Fay, Fausto Puglisi, Fred Perry, Hunter, Moschino, Ralph Lauren, Stella McCartney e Vivienne Westwood. A presentare l’evento la conduttrice tv Camila Raznovich, che si è detta felicissima di prendere parte a questa iniziativa nata per celebrare la cultura British in Italia.

L’evento è aperto a tutti; qualora voleste partecipare è prevista una donazione minima di 25 euro. Non c’è bisogno di dire che tutto il ricavato andrà a sostenere e migliorare le condizioni di vita delle comunità del Terzo mondo, garantendo loro l’accesso a cibo, acqua e istruzione, vero?

Classe 1988, sono nata in un caldo giovedì di agosto in Brera, uno dei quartieri più belli della mia città. Dalla passione (divenuta laurea) per le lingue straniere all'attività di blogger e giornalista freelance, il passo per me è stato molto breve. Oggi mi occupo di comunicazione, ma scrivere di Milano è scrivere delle proprie origini.
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