Carnevale, Paolo Rossi e Ferruccio Soleri in Arlecchino&Arlecchino

In vista di Carnevale, non poteva non tornare a teatro una delle maschere-simbolo che precedono il periodo pasquale: Arlecchino.

Personaggio tra i più amati dai bambini, Carlo Goldoni lo ha celebrato nel suo Il servitore di due padroni, commedia che Giorgio Strehler convertì nel 1959 ne Arlecchino servitore di due padroni, dando la parte del protagonista dapprima a Marcello Moretti, poi al grande Ferruccio Soleri. Classe 1929, a distanza di oltre 50 anni quella parte è ancora sua, tanto che nel 2010 l’attore è entrato nel Guinness dei primati per la performance più lunga a teatro per l’interpretazione dello stesso ruolo.

Dall’incontro con Strehler, è nato un nuovo Arlecchino, che ora è pronto a sbarcare a teatro nella persona di Paolo Rossi. No, nessuno ha depredato Soleri del suo iconico ruolo: l’attore e comico ha deciso di portare sul palcoscenico il suo Arlecchino&Arlecchino. Una figura nevrotica e surreale, come il regista triestino aveva descritto l’artista di Monfalcone, contemporanea e che guarda al futuro pronta a debuttare il 4 marzo al Teatro dell’Arte (Via Alemagna 6).

Sei serate uniche dove, come nella vera commedia dell’arte goldoniana, gli attori avranno a disposizione solo un canovaccio, vale a dire una traccia generica sulla quale basare l’intero spettacolo. Una vera e propria improvvisazione che divertirà gli spettatori e che vedrà alternarsi sul palco ogni sera diversi Arlecchini. Tra questi, lo stesso Ferruccio Soleri che a 84 anni compiuti ancora salta e fa le capriole come se ne avesse 20; con lui gli Arlecchini di Claudia Contin, Enrico Bonavera, Silvio Castiglioni, Paolo Rossi e il burattino di Daniele Cortesi.

CRT Teatro dell’Arte
Via Alemagna 6
Per prenotazioni: 02.72.43.42.08
Debutto: martedì 4 marzo 2014, dalle ore 20.30
Replica: dal 5 al 9 marzo dalle ore 20.30
Costo del biglietto: Interno: 25 euro; ridotto 12,50

Classe 1988, sono nata in un caldo giovedì di agosto in Brera, uno dei quartieri più belli della mia città. Dalla passione (divenuta laurea) per le lingue straniere all'attività di blogger e giornalista freelance, il passo per me è stato molto breve. Oggi mi occupo di comunicazione, ma scrivere di Milano è scrivere delle proprie origini.
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