Waiting for #Klimtmi: le origini di un mito ed un Fregio a Palazzo Reale

Oggi vi invitiamo ad un esperimento – potrete cominciare da domani. Andate su iTunes o dove preferite. Scaricate la Nona Sinfonia di Beethoven – quella del famoso “Inno alla Gioia”. Anzi, fate meglio: optate per “L’anelito alla felicità” che si scontra con le “Forze ostili” e trionfa con “l’Inno alla gioia”.
Quindi, prendete la strada verso Palazzo Reale. Inforcatevi le cuffiette – o altenatele all’audioguida – e perdetevi nel Fregio di Klimt eccezionalmente ricreato a Milano per la gioia e la fortuna di coloro che passeranno dall’istituzione milanese da oggi (per la stampa – e noi stasera vi “Twitteremo” le immagini in anteprima – per tutti da domani).

Sarà lui, la sua rappresentazione del Cosmo femminile, insieme ad altri 20 capolavori del maestro della Secessione Viennese ad essere protagonisti della mostra: “Klimt: le origini di un mito”.

Terminato l’Autunno Americano ed aspettando le vacanze estive, durante le quali ci hanno garantito che l’offerta culturale sarà comunque ricca e divertente per chi resterà in città, Milano torna a fare un salto a Vienna (avevamo visto un’anteprima, più contenuta, più “disegnata” ma ugualmente speciale allo Spazio Oberdan qualche anno fa).

Non sarà l’originale: questa è una copia realizzata durante il lavoro di restauro compiuto negli anni 1970-’80 ma “così perfetta” – dice il curatore Alfred Weidinger, vice direttore del Museo Belvedere di Vienna – che anche io posso confondermi“.


E’ un’opera fragilissima, tuttora bisognosa di restauro: per vederla è necessario prenotarsi e ci sono tempi d’attesa lunghissimi” – continua, ma non ci si sarebbe dovuti aspettare niente di diverso, “Anche nelle intenzioni di Klimt, del resto, il Fregio non era nato per durare: doveva restare esposto per soli tre mesi e poi venire distrutto, ma il collezionista Carl Reinighaus lo acquistò“, ricorda correttamente Repubblica.it.

Non sarà il basement del Palazzo Viennese dove e per il quale venne creato nel 1902 – bisognerà andare a Vienna per godere l’originale – e vi assicuriamo che lo spettacolo vale il viaggio – ma Milano, Palazzo Reale e 24Ore Cultura centrano un altro colpo nella primavera dell’arte e negli appuntamenti culturali da Red Carpet italiano.

Perdonate: ma se non è questa la grande bellezza…

La parola a Gorgoni, Geni, al Cavaliere Dorato e al gigante Tifeo.

Sono nata al Fatebenefratelli, zona Brera, una delle zone più bohemienne di Milano, che non poteva che portarmi alla laurea in Storia dell'Arte. Nel 2009 ho fondato Milanoincontemporanea per non metterla da parte.
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Riguardo a Paola Perfetti

Sono nata al Fatebenefratelli, zona Brera, una delle zone più bohemienne di Milano, che non poteva che portarmi alla laurea in Storia dell'Arte. Nel 2009 ho fondato Milanoincontemporanea per non metterla da parte.