Milano Design Week: VII Triennale Design Museum nel segno di “Autarchia, austerità e autoproduzione”

Tutti pronti ad affrontare la maratona della Milano Design Week? Qualcuno si sta facendo “le gambe” mettendosi in marcia verso la Milano City Marathon (domani, in 6 ore, da via Buonarroti a Rho, appena fuori dai cancelli della Fiera Milano, fino al centro di Milano, toccando l’Arco della Pace, l’Arena, il Castello Sforzesco, la Stazione Centrale, il Duomo, il Teatro alla Scala). Qualcun altro farà un bel ripasso passando della storia del “fatto ad arte” visitando la Triennale di Milano dove è di scena la settima edizione del Triennale Design Museum.

L’ istituzione “mobile” diretta da Silvana Annichiarico – ogni 12 mesi cambia pelle – e che quest’anno è curata da Beppe Finessi, rispolvera i progetti e gli oggetti “cult” della storia del design italiano analizzando tre periodi storici centrali della materia: gli anni Trenta, gli anni Settanta, gli anni Zero.

Puntando sulle tre parole chiave, “Autarchia, austerità e autoproduzione”, e guidando il visitatore in un ambiente dinamico che tocca ma si integra, senza sconvolgere, l’architettura del ’33 di Giovanni Muzio, la VII Triennale Design Museum dal titolo “Il design italiano oltre le crisi. Autarchia, austerità, autoproduzione” ci porta nel cuore della creatività attraverso più di 650 opere e autori del calibro di Fortunato Depero, Bice Lazzari, Fausto Melotti, Carlo Mollino, Franco Albini, Gio Ponti, Antonia Campi, Renata Bonfanti, Salvatore Ferragamo, Piero Fornasetti, Bruno Munari, Alessandro Mendini, Gaetano Pesce, Ettore Sottsass, Enzo Mari, Andrea Branzi, Ugo La Pietra fino a Martino Gamper, Formafantasma, Nucleo, Lorenzo Damiani, Paolo Ulian, Massimiliano Adami, per raccontare la creatività oltre la crisi.

Si dice che i momenti bui portino ai migliori risultati in fatto di creatività. Che la guerra sia il periodo migliore per ripartire – e a conti fatti, in guerra, ci siamo anche noi sotto molteplici aspetti… [Continua dopo il salto]

Ripercorrendo quei tre decenni, il Triennale Design Museum di Beppe Finessi racconta, mescola, dialoga con il visitatore contemporaneo e fa riflettere.

Non ci sono idee, soldi, spazi; manca la fiducia nei giovani? Anche i grandi creativi del passato hanno avuto i loro “freni tirati”, ciononostante siamo qui a ricordarli e a usarli come esempio.

Chissà che una Triennale come questa non sia utile a riprendere possesso della consapevolezza di noi stessi, e che questa visita – il Palazzo dell’Arte e le sue mostre sono aperte anche nel weekend – apra gli occhi e la mente prima di buttarci nel calderone di una sempre più affollata Milano Design Week.

VII Triennale Design Museum
Il design italiano oltre le crisi
Autarchia, austerità, autoproduzione
Fino al 22 febbraio 2015

Orari
8 – 13 Aprile: 10.30 – 22.00
Dal 15 Aprile: Martedi – Domenica 10.30 – 20.30;  Giovedi 10.30 – 23.00 Ingresso

Costo: 8,00/6,50/5,50 Euro

Direzione: Silvana Annicchiarico
Cura scientifica: Beppe Finessi
Progetto di allestimento: Philippe Nigro
Progetto grafico: Italo Lupi
Catalogo Corraini Edizioni

Acquista online: qui

Per ulteriori informazioni: Triennale.org

Sono nata al Fatebenefratelli, zona Brera, una delle zone più bohemienne di Milano, che non poteva che portarmi alla laurea in Storia dell'Arte. Nel 2009 ho fondato Milanoincontemporanea per non metterla da parte.
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Riguardo a Paola Perfetti

Sono nata al Fatebenefratelli, zona Brera, una delle zone più bohemienne di Milano, che non poteva che portarmi alla laurea in Storia dell'Arte. Nel 2009 ho fondato Milanoincontemporanea per non metterla da parte.