AAA Casa di Leonardo da Vinci a Milano vendesi: che fine farà Cascina Bolla?

Leonardo da Vinci a Milano

Tra tutti i misteri e le leggende che avvolgono Milano e la vita di Leonardo Da Vinci una cosa è fuori da ogni dubbio: il Maestro nella nostra città visse e lavorò, sia alla corte degli Sforza prima che a quella di Ludovico il Moro dopo. Qui dipinse Ritratto di Cecilia Gallerani meglio noto come Dama con l’Ermellino (1489-90 circa) – giovane amante del Moro -, ed entrambe le versioni della Vergine delle rocce (1483-85 circa e 1491-1508), la prima conservata al Museo del Louvre di Parigi e la seconda alla National Gallery di Londra. La più grande testimonianza della sua arte? L’Ultima Cena (1520) in Piazza Santa Maria delle Grazie.

Ma in tutta questa fervente attività, Leonardo dove visse?

Secondo la targa «Dal 1483 al 1499» posta sul cancello di ingresso di Cascina Bolla in via Paris Bordone 9 visse proprio qui, in zona Amendola Fiera, in quell’edificio quattrocentesco di cui oggi non resta molto, parzialmente inglobato in una villa moderna. Eppure, i riferimenti del castelletto tardo-gotico sono ancora ben visibili, così come le finestre in cotto tipiche delle abitazioni dell’epoca.

Stando poi non solo alle voci di chi il quartiere lo abita oggi, lo ha vissuto in passato, ma anche alla memoria storica, Cascina Bolla ospitò Leonardo da Vinci proprio mentre dipingeva il Cenacolo. Leggenda vuole che nei sotterranei della residenza, ricordata nel 1400 come “osteria”, esistesse una galleria che portava direttamente alle sale del Castello Sforzesco. Verità o semplice vox populi? Non si sa. Ciò che è certo è che in origine la Cascina, costruita nel 1400 vicino al corso dell’Olona e di proprietà dei Caimi, si presentava con un porticato ad archi a sesto acuto, racchiusa da un fossato con muraglione cui si accedeva attraverso un ponte levatoio, senza contare la torretta d’avvistamento tutt’oggi esistente affrescata con un volo di uccelli e creata per controllare l’area circostante.

Cascina Bolla

Cascina Bolla, come si presentava in passato. Pic: massimopolidoro.com

Se nel 1478 poi la proprietà passò alla famiglia De Bolli (qui fino al 1642), solo a metà del secolo divenne dei Visconti di Modrone (fino al 1800), acquistata come riserva per le cavalcate della nobiltà meneghina. Fino al 1912 non se ne seppe più nulla: arriviamo dunque al decennio del 1900, quando il Comune di Milano, alle prese con il nuovo Piano regolatore, pensò di abbatterla, per alla fine ripensarci e rilevarla nel 1929. Nel 1933 l’acquisto da parte dell’Opera nazionale Balilla prima e della Gioventù italiana del Littorio poi, per finire razziata e smantellata tra 1934 e il 1939, con tanto di rogo.

Cascina Bolla

Cascina Bolla oggi. Storia di Milano ph. credit

Una storia infinita quella di Cascina Bolla, oggi vincolata dal Ministero dei Beni Culturali, che non sembra finire mai. Sì perché oggi questo gioiello del XV secolo nascosto nel cuore della zona fiera di Milano e la cui storia resta comunque avvolta nel mistero è addirittura in vendita. Mentre gli attuali proprietari aspettano la grande proposta da parte di un danaroso acquirente (la villa è infatti di per sé enorme), i vicini preferirebbero diventasse un luogo di cultura, magari dedicato a progetti di integrazione sociale.

Perché che sia vera o no la storia di Leonardo, si tratta pur sempre di un edificio storico della nostra città, con tanto di piante topografiche del Cinquecento.

Classe 1988, sono nata in un caldo giovedì di agosto in Brera, uno dei quartieri più belli della mia città. Dalla passione (divenuta laurea) per le lingue straniere all'attività di blogger e giornalista freelance, il passo per me è stato molto breve. Oggi mi occupo di comunicazione, ma scrivere di Milano è scrivere delle proprie origini.
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