Tutela dell’ambiente e giustizia ambientale: la fondatrice Rosy Battaglia ci racconta Cittadini Reattivi, associazione che parte da Milano e arriva in tutta Italia

Cittadini Reattivi

Tutto nasce da un bando del 2013 rivolto a giornalisti e citizen journalists che prevedeva di poter finanziare una inchiesta ad alto impatto civico e sociale, divenuto in seguito un progetto dal nome che difficilmente si può dimenticare: Cittadini Reattivi.

A parlarne con noi è Rosy Battaglia, giornalista sociale e socia fondatrice di Cittadini Reattivi che, grazie alla sua professione, è riuscita a dare voce a un coro, quello dei cittadini e attivisti che vogliono risolvere il problema della contaminazione ambientale, che con costanza e perseveranza si battono da oltre 20 anni per la tutela dell’ambiente e la giustizia ambientale.

Cosa significa innanzitutto essere cittadini reattivi?
«Il termine è mutuato dall’inglese reactive citizens e vuole avere l’accezione positiva che nei Paesi anglosassoni ha: l’attivazione rispetto a problemi che sembrerebbero insormontabili» ci spiega Rosy che nel 2013, partendo dal suo territorio nella provincia di Varese, ha dato il via a una inchiesta che poi si è allargata ad altri territori e realtà gravemente contaminate del Bel Paese, estendendosi alle comunità che a questi problemi reagivano in modi differenti.

Rosy Battaglia, giornalista sociale e tra i soci fondatori di Cittadini Reattivi

Rosy Battaglia, giornalista sociale e tra i soci fondatori di Cittadini Reattivi

«Facendo questo viaggio mi sono accorta che stavo creando una rete che si è realizzata nella mappa visibile sulla homepage del sito – continua. Ho poi deciso di mantenere le relazioni con le comunità che ho incontrato utilizzando la potenza dei social network. In tutto questo tempo, anche partecipando lo scorso anno a “Fa’ la cosa giusta“, abbiamo capito che il progetto corrisponde a un bisogno sociale».

Il 27 gennaio 2015 nasce ufficialmente l’associazione di promozione sociale che, tra i tanti obiettivi, vuole sostenere l’informazione civica realizzata sia da cittadini privati che da giornalisti professionisti e promuovere la formazione. Come? «Purtroppo un grave problema in Italia è che mancano i dati su salute e ambiente, problema che molto spesso è la base dei conflitti sociali e ambientali nel Bel Paese. Dalla nostra vogliamo fornire un servizio ai cittadini, anche attraverso la nostra piattaforma, i social network; vogliamo mettere a disposizione degli strumenti che possono essere utilizzati anche dai cittadini in maniera semplice. Ma soprattutto vorremmo sostenere dei processi di formazione civica, promuovendo dei momenti di formazione comune», ci spiega.

Stando ai numeri e alla mappa del sito è possibile notare come l’Associazione stia trovando consensi in tutto lo Stivale. Oltre 1500 fan su Facebook, più di 2600 su Twitter per un progetto nato da 7 soci fondatori tra giornalisti, community manager e cittadini che ben rispecchia l’anima di Cittadini Reattivi, come ci dice Rosy. Intorno a questo nucleo, migliaia di persone da Nord a Sud: «Con il nostro progetto siamo riusciti ad arrivare un po’ dappertutto e a mappare la situazione in tutta Italia. Una cosa interessante è che nonostante l’Associazione sia nata a Milano, le prime comunità a mapparsi sono arrivate dal Sud, dalla regione Puglia e Napoli. Il sito voleva nascere come “luogo” virtuale delle buone pratiche, e invece ci sono arrivate molte segnalazioni con relative mappature. Tra i problemi maggiori emersi c’è la presenza delle centrali a carbone (Brindisi e La Spezia) e la questione dell’amianto che abbiamo seguito molto nelle comunità, da Milano a Casale Monferrato. Tanti problemi in ambito ambientale e alto impatto sociale».

A questo punto però il progetto giornalistico deve crescere ed evolversi. Ci sono diversi modi per farlo, ma Rosy Battaglia ha le idee ben chiare: bisogna assecondare il bisogno del cittadino che chiede di essere formato e informato (non dimentichiamoci che Cittadini Reattivi parte come progetto giornalistico!). «L’idea è quella di creare una squadra di civic journalist e chissà, magari replicare il progetto in altre parti d’Italia, vista la grande richiesta da parte dei territori».

 

Il simbolo di Cittadini Reattivi

Il simbolo di Cittadini Reattivi

Ma come funziona la denuncia di Cittadini Reattivi e in che modo l’Associazione opera sul territorio nazionale?
«In prima fase il materiale che a noi arriva finisce nelle inchieste; in seguito condividiamo tramite social network. Il nostro lavoro è seguito sia dai cittadini che dagli addetti ai lavori, come le associazioni ARPA e altri enti di controllo ambientale in Italia. Quando arriva una segnalazione noi parliamo di questi temi con competenza, contestandoli con dati e situazioni ben circoscritte. L’approccio nostro e del civic journalism è quello di dialogare con tutte le parti in campo e al contempo di essere sempre al servizio dei cittadini».

Chi vive a Milano, poi, sa come la città sia cambiata molto in attesa di Expo 2015: nuovi quartieri, grattacieli, opere pubbliche, ma soprattutto cantieri, molti dei quali ancora attivi e in ritardo per la consegna. In molti si sono dunque chiesti se l’Esposizione Universale “contaminerà” il nostro territorio. Secondo Rosy Battaglia, che come giornalista ha partecipato a Open Expo, c’è stata una mancanza di trasparenza nei dati non forniti da Expo 2015: «Vorrei rispondere con le parole della Dott.sa Martella che in quella occasione ha detto: la prima infrastruttura di un’opera pubblica è l’informazione», dice. (Qui trovate il suo pezzo dove, grazie ai dati di Open Expo Rosy Battaglia ha potuto”certificare” i ritardi)

Ma com’è il cittadino milanese paragonato a quelli degli altri Comuni? E qui Rosy Battaglia non ha dubbi: «Da cittadina adottata da Milano mi sento quasi una “milanese imbruttita”. Ammiro l’apertura e l’innovazione sociale che c’è da sempre a Milano. Quello che però manca un po’ alla città e ai suoi cittadini è guardare oltre proprio il naso, che esistono realtà differenti con cui poter entrare in relazione».

E noi di Milanoin, che “milanesi imbruttite” lo siamo per davvero, non possiamo che concordare ed essere orgogliose della nostra Milano 🙂

Per diventare Cittadini Reattivi è possibile iscriversi alla newsletter dell’associazione e rimanere sempre informato. Per chi invece vuole informare o segnalare un problema, si può contattare l’Associazione tramite i loro profili social (Facebook, Twitter, Google + e Youtube).

Classe 1988, sono nata in un caldo giovedì di agosto in Brera, uno dei quartieri più belli della mia città. Dalla passione (divenuta laurea) per le lingue straniere all'attività di blogger e giornalista freelance, il passo per me è stato molto breve. Oggi mi occupo di comunicazione, ma scrivere di Milano è scrivere delle proprie origini.
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