Hamburger e Polpette a Milano? Ecco i migliori locali di Milano, dichiarata la città della carne!

Qual è il piatto che vi aspettate di mangiare venendo a Milano? L’hamburger.

Con Expo Milano 2015, con l’apertura di un sacco di nuovi ristoranti – hamburgerie da gourmand e polpetterie d’autore – potete pure riporre gli utensili della cucina ed impegnare meglio il vostro tempo che non a stare ad aspettare che vengano pronti cassoeula, panettone, polenta. A Milano, il nuovo business è quello del panino fatto come si rispetti.

E come si rispetta?

Rispetta la tradizione americana importando materiali, ricette, persino arredi, decori, bibite e musica da Oltreoceano – un classicone, Ham Holy Burger (via Palermo) che ti fa pure ordinare con l’iPad.

Rispetta la tradizione italiana, mescolando l’arte della carne con le materie prime DOP o uniche della nostra regione.

Rispetta quella moda un po’ naif e universitaria che prevede tavolacci e birre alla spine a due passi dall’Università Statale Milano – Margy Burger (Piazza Santo Stefano).

Ci sono anche le nuove interpretazioni, in stile finger food declinato da chef stellati (vi consigliamo, se vi capita, di provare gli appetizer di Da Vittorio).

Di molte delle hamburgerie di Milano vi abbiamo parlato anche noi di Milanoin, portandovi la nostra esperienza e la personale classifica stilata attraverso un goloso “provato per voi”. Ma ce ne sono molte altre che spuntano come funghi giorno dopo dentro e fuori il centro della nostra città. Ad esempio. Là dove pensavate di trovare un mega locale vegano, oggi è spuntato “Fatto Bene“, tutta carne e tanta gente (in via Vincenzo Monti, 56).

Hamburger a Milano, "Fatto Bene" - Foto di milanodasorseggiare.files.wordpress

Hamburger a Milano, “Fatto Bene” – Foto di milanodasorseggiare.files.wordpress

A questo riguardo, abbiamo trovato decisamente interessante e ben fatto l’articolo di Valerio Bassan su glistatigenerali.com, che riporta anche tramite via video l’esperienza di due imprenditori del panino made in Milano. Uno è napoletano, vegano, si chiama “Baobab – Burger organico” e lo trovate in Corso Garibaldi e in via Sanzio. L’altro è “202 Hamburger & Delicious Delivery”, e dopo l’esperienza di fronte alle Colonne di San Lorenzo e quattro punti vendita totali a Milano ha esportato il suo progetto anche a Padova, Genova, e persino Ibiza.

Perché la moda del panino, ma un po’ del cibo, in generale, a Milano, è diventato non solo un non plus ultra della ristorazione, ma persino un nuovo modo di far girare l’economia nella città della  Madonnina – pare che le banche diano più facilmente prestiti a nuovi ristoratori che mutui per una prima casa. Il guadagno è più facile.

Merito del tema di Expo, la nutrizione? Merito dell’ansia da arrivo di turisti in città nei confronti di un piatto facile e veloce da preparare; internazionale, e quindi più pratico da servire anche in termini di “somministrazione culturale”?

Merito di tutta quell’idea democratica che un hamburger porta con sé? Di certo, da sempre, ambiti come MacDonald hanno unito le clientele. Se da un classico del fast-food-low-cost, 5-7 euro in più ci portano all’interno di un ambiente chic, curato, beh, allora è ancora più facile che insieme convivano giovani squattrinati, coppiette desiderose di un piccolo pasto senza troppe pretese, e businessmen e uomini d’affari a caccia di nuovi trend e luoghi contemporanei e multiculturali.

L’hamburgeria a Milano è un fenomeno culturale, più che di palato. L’hamburgeria e la polpetteria– versione milanese della carne “mordi e fuggi” – non sono solo un fenomeno di costume, ma un altro lato appetitoso per venire a Milano. È per questo motivo che Food City ha incoronato Milano: “la città della carne”. Vi stuzzichiamo la curiosità..

Fonte video: www.glistatigenerali.com

Sono nata al Fatebenefratelli, zona Brera, una delle zone più bohemienne di Milano, che non poteva che portarmi alla laurea in Storia dell'Arte. Nel 2009 ho fondato Milanoincontemporanea per non metterla da parte.
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Riguardo a Paola Perfetti

Sono nata al Fatebenefratelli, zona Brera, una delle zone più bohemienne di Milano, che non poteva che portarmi alla laurea in Storia dell'Arte. Nel 2009 ho fondato Milanoincontemporanea per non metterla da parte.