La Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale con ingresso gratuito. Fino al 1° aprile 2015 la mostra sulla Camicia Bianca di Ferré

La Camicia Bianca secondo Gianfranco Ferré. Proprio un anno fa avevamo parlato di questa mostraomaggio alla creatività del grande stilista “milanesizzato” Gianfranco Ferré, e ci eravamo chieste come mai “la prima” fosse avvenuta al Museo del Tessuto di Prato, anziché nella città che l’ha reso famoso in tutto il mondo e che l’ha ospitato nell’immenso spazio in via Pontaccio, oggi sede dell’azienda napoletana Kiton. Ebbene, “La camicia bianca secondo me. Gianfranco Ferré” è a Milano.
Una mostra che è un’autentica lezione di stile e creatività; un omaggio al made in Italy – ora che Expo 2015 Milano sta per davvero per arrivare – dedicata ad uno degli stilisti-simbolo della moda italiana e milanese: Gianfranco Ferré.

Disegni, Contrappunto. S/S 1987, pret à porter, look 20, taglia 42, Piqué di cotone. Archivio Fondazione  Gianfranco Ferré, inv. no. 30186 nf

Disegni, Contrappunto. S/S 1987, pret à porter, look 20, taglia 42, Piqué di cotone. Archivio Fondazione Gianfranco Ferré, inv. no. 30186 nf

Nel percorso espositivo – ad ingresso gratuito – troviamo disegni preparatori, dettagli tecnici, bozzetti, fotografie, capi sartoriali, immagini pubblicitarie e redazionali. Al centro di tutto: la camicia bianca, il “segno del mio stile”, oppure “lessico contemporaneo dell’eleganza”, fu la definizione dello stilista. A raccontarlo, oggi e fino al 1° aprile a Palazzo Reale, ventisette modelli: “un esercito di capolavori sartoriali che esemplificano circa un ventennio del talento creativo di Ferré“(collezioni di PàP dal 1982 al 2006).

E le Cariatidi, così, per la prima volta, si vestono di luce e di un’arte diversa, quella della moda.

E’ fatta di taffettà, crêpe de chine, organza, raso, tulle, stoffe di seta o di cotone, merletti e ricami meccanici, impunture eseguite a mano, macro- e micro-elementi, mentre sul soffitto passano le proiezioni fotografiche (simulazioni indagine rx di Leonardo Salvini) capaci di offrire una lettura tecnica e suggestiva dell’impalcatura formale e materica di ciascuna camicia, mettendone in evidenza texture e stratificazioni, leggerezza, dolcezza e poesia.

La mostra è promossa dal Comune di Milano, Assessorato alle Politiche per il Lavoro, Moda e Design e Assessorato alla Cultura; è organizzata e prodotta da Palazzo Reale e Fondazione Gianfranco Ferré, in collaborazione con la Fondazione Museo del Tessuto di Prato; curata da Daniela Degl’Innocenti.

Simulazione XRay, Classic Glamour

Simulazione XRay, Classic Glamour

Il catalogo-libro è edito da Skira (con la direzione artistica di Luca Stoppini e gli interessanti contributi di personaggi e protagonisti dello stile, della moda e dell’architettura italiana quali Quirino Conti, Anna Maria Stillo Castro, Margherita Palli, Daniela Puppa e Franco Raggi, con un intervento di Alessandra Arezzi Boza sul significato dell’heritage nelle attività della Fondazione Gianfranco Ferré).

Perché non perderla? Perché la moda è arte e l’arte si fa moda. Anche a Milano, fuori dalle canoniche settimane del fashion. Anche e soprattutto quando Gianfranco Ferré è tornato città.

La camicia bianca secondo me. Gianfranco Ferré
Palazzo Reale, Sala delle Cariatidi Milano, Piazza Duomo 12
Fino al 1° aprile 2015
a cura di Daniela Degl’Innocenti Museo del Tessuto di Prato
Orari: lunedì 14.30 – 19.30; martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30 – 19.30; giovedì e sabato 9.30 – 22.30.
Ingresso libero

www.comune.milano.it/palazzoreale
www.fondazionegianfrancoferre.com

Sono nata al Fatebenefratelli, zona Brera, una delle zone più bohemienne di Milano, che non poteva che portarmi alla laurea in Storia dell'Arte. Nel 2009 ho fondato Milanoincontemporanea per non metterla da parte.
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Riguardo a Paola Perfetti

Sono nata al Fatebenefratelli, zona Brera, una delle zone più bohemienne di Milano, che non poteva che portarmi alla laurea in Storia dell'Arte. Nel 2009 ho fondato Milanoincontemporanea per non metterla da parte.