Expo Milano 2015: al Castello Sforzesco si visitano sale nascoste e si ammira la Pietà Rondanini di Michelangelo

La Pietà Rondanini di Michelangelo nel nuovo allestimento per Expo Milano 2015

Da dove far partire un tour per Expo Milano 2015 se non da Expo Gate, proprio davanti a Castello Sforzesco e poi, entrare nel maniero meneghino? Il programma di eventi firmato Expo in città ha di buono che sa arricchire Milano di nuovi spazi. O meglio: sa far tornare sotto gli occhi di tutti capolavori sconosciuti a molti. A partire proprio da Castello Sforzesco.

Abbiamo già parlato del recupero della Sala dell’Asse, sottoposta ad un’importante campagna di restauro e protagonista di nuove, sensazionali scoperte. La seconda novità riguardante il maniero della metropoli ruota (letteralmente – e dopo vi spiegheremo il perché) intorno alla Pietà Rondanini di Michelangelo Buonarroti.
Dopo un allestimento durato 60 anni (entrò a far parte delle Raccolte Civiche del Castello Sforzesco nel 1952 dopo essere stata acquistata dal Comune di Milano), dal 2 Maggio 2015, un giorno dopo l’inaugurazione ufficiale di Expo Milano 2015, avrà una nuova collocazione. L’antico Ospedale Spagnolo. Che tornerà ad essere aperto al pubblico pronto per ospitare visitatori da ogni parte del mondo.

Per otre 60 anni l’ultima opera di Michelangelo – quella metafisica, quella che travalica il senso della materia e racconta l’umanità della Vergine mentre accoglie tra le sue braccia il Cristo morto in un “incompiuto” stilistico, ma profondamente religioso – è stata fruibile nella Sala degli Scarlioni.

Dopo due anni di lavori e oltre 2 milioni di euro finanziati da Fondazione Cariplo, la Sala diventerà lo spazio per la visione di uno schermo dove andrà in rotazione un cinedocumentario dedicato alle vicende del restauro della Sala delle Asse, anticipata da una caffetteria (sotto le mura della Rocchetta), un bookshop, e la sala multimediale con la narrazione del restauro della Sala delle Asse.

E la Pietà? Sarà traslocata nell‘ex Ospedale Spagnolo (l’ingresso è dalla Piazza d’armi) riportato agli antichi splendori – con tanto di emblemi di alcune casate nobiliari spagnole – e, per la prima volta, eccezionalmente, e finalmente per comprendere appieno il valore stilistico ed emozionale dell’ultimo capolavoro del Buonarroti -, le si potrà girare tutta intorno.

Un antico allestimento della Pietà Rondanini a Castello Sforzesco

Un antico allestimento della Pietà Rondanini a Castello Sforzesco

Dopo un attento lavoro di analisi e l’imbragatura in una gabbia, il gruppo scultoreo posizionato su un ceppo marmoreo diverso verrà fatto spostare per accogliere i visitatori di spalle, all’ingresso della nuova Sala. Bisognerà girarle intorno – come ha voluto l’allestimento dell’architetto Michele De Lucchi.

Quando Michelangelo scolpì la Pietà aveva quasi ottant’anni, era malato ma assai motivato da un forte senso della spiritualità e della religiosità. Era il 1554 quando la Pietà venne trovata nel suo studio, ultima e non finita versione di due precedenti che avrebbero dovuto sormontare la sua tomba.
Correva l’anno 1652, invece, quando venne vista dall’Ottonelli e da Pietro da Cortona in una bottega romana per essere comprata dai marchesi Rondanini, nel 1744. Decisero di collocarla in una nicchia della biblioteca di Palazzo Rondanini, nella romana via del Corso. Quando il palazzo venne acquistato dal conte Roberto Vimercati-Sanseverino (1904), venne riposizionata sopra un’urna funeraria romana di epoca traianea, raffigurante i coniugi Marco Antonio e Giulia Filumena Asclepiade, quella da cui si erge ancora oggi.

E continuerà a farlo anche  nel prossimo futuro – dal 2 Maggio grazie ad Expo Milano 2015 – la Pietà Rondanini di Michelangelo a Milano.

E chissà che emozione poterlo visitare in un unico percorso insieme all’altro genio, Leonardo. Pregi ed opportunità di una Esposizione Universale alle porte.

Sono nata al Fatebenefratelli, zona Brera, una delle zone più bohemienne di Milano, che non poteva che portarmi alla laurea in Storia dell'Arte. Nel 2009 ho fondato Milanoincontemporanea per non metterla da parte.
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Riguardo a Paola Perfetti

Sono nata al Fatebenefratelli, zona Brera, una delle zone più bohemienne di Milano, che non poteva che portarmi alla laurea in Storia dell'Arte. Nel 2009 ho fondato Milanoincontemporanea per non metterla da parte.