Expo Milano 2015 combatte caldo e afa con tendoni e nebulizzatori, basteranno? Al via il piano di sicurezza e le misure anti-caldo dei padiglioni

Milano caldo Expo 2015

A Milano fa caldo, troppo caldo. Se in televisione i telegiornali parlano delle regole elementari sul come ripararsi (bere tanto, stare all’ombra, evitare di uscire nelle ore più calde, ça va sans dire), la città fa fronte all’emergenza al meglio grazie al pronto intervento di ambulanze/guardia medica pronte a intervenire laddove ci sia bisogno.

Milano città turistica per eccellenza in Italia, figurarsi ora con Expo 2015. Lunghe code per entrare nei poli museali più importanti della città, ore e ore di fila per accedere al sito dell’Esposizione Universale: risultato, numerosissimi interventi per svenimento, soprattutto ai tornelli di ingresso. Ma la città della Madonnina ha già pronto il piano B: su richiesta della prefettura, la società Expo sta studiando una soluzione per ridurre questo tipo di disagio. Come? Innanzitutto saranno disposti dei tendoni atti a coprire gli spazi dove si formano le code; in seconda battuta verranno presto installati nebulizzatori per rinfrescare i visitatori. Interventi necessari, considerando che in queste prime settimane di caldo torrido si sono contati una media di circa 50 interventi al giorno.

Se passate da Expo, dunque, per evitare caldi insopportabili, il pomeriggio meglio non trovarsi in piazza Italia, l’incrocio tra Cardo e Decumano completamente scoperto e con un’alta concentrazione di calore. Un luogo dove trovare ristoro? Tutte le zone all’ombra certo, ma il bosco del padiglione austriaco (tra le attrazioni da non perdere!) con i suoi tre gradi in meno rispetto all’esterno è una meta ambitissima. Nel frattempo, anche altri Paesi hanno pensato a delle soluzioni per evitare colpi di caldo: per proteggere dal sole i visitatori gli Emirati Arabi hanno pensato di distribuire ombrelli, la Slovenia ventagli, il Brasile ha nebulizzatori propri mentre il Kuwait ha installato fontane d’acqua potabile.

Ph. immagine di copertina: Milano Repubblica

Classe 1988, sono nata in un caldo giovedì di agosto in Brera, uno dei quartieri più belli della mia città. Dalla passione (divenuta laurea) per le lingue straniere all'attività di blogger e giornalista freelance, il passo per me è stato molto breve. Oggi mi occupo di comunicazione, ma scrivere di Milano è scrivere delle proprie origini.
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