2016 di grande arte a Milano: 4 appuntamenti per scoprire una nuova città

Simboli. Spazi fluidi e condivisi. Opere inedite. Grandi volti internazionali. Momenti di richiamo. Febbraio, Marzo, Aprile 2016? Si preannunciano grandi mese per l’Arte e per Milano. Ecco 4 ragioni per passare… ne vedrete delle straordinarie!

#1. Rinasce Brera: una grande città nella città, e fatta per i milanesi

Con o senza panciotto variopinto, viso rubicondo e savoir-faire da uomo di cultura e di mondo: James Bradburne aveva già convinto tutti con il suo autorevole garbo. Anche se non avesse atteso 100 giorni esatti dal suo insediamento alla direzione di Brera; anche se non avesse proposto con un ottimismo da “Yes We Can” di Obama la Rivoluzione di Brera, comunque aveva già fatto breccia nel cuore di chi ama Milano e il quartiere degli artisti di Milano.

Concretizzando le teorie anticrisi proposte dall’allora sovrintendente Franco Russoli (correva la fine degli anni ’70) e unendo in un solo grande polo Pinacoteca, Biblioteca, Accademia, Osservatorio Astronomico, Orto Botanico, l’Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere, la Grande Brera di James Bradburne si compirà entro il 2018. In che modo?

  1. Il cortile napoleonico diventerà il “cortile delle arti”, sarà aperto con tutti, per eventi culturali come per soste estemporanee, e per questo sarà dotato di cestini, panchine, segnaletica fissa ed elettronica.
  2. All’interno, entro tre anni, saranno riallestite tutte le 38 sale con nuove sedute, wifi.
  3. Trussardi firmerà le divise dello staff.
  4. Saranno nuovi i servizi: accoglienza, guardaroba, informazione in previsione di un nuovo shop, di un caffè e altri servizi previsti per il 2017. Saranno inaugurati il 16 giugno.
  5. La Biblioteca Braidense sarà a misura del visitatore, un’esperienza , “un’avventura” come scriveva Umberto Eco nel suo “De biblioteca”, dove si può passare dalla lettura dei giornali a quella dei testi di Galeno.

Nel 2018 il grande traguardo: oltre al “Viale delle scienze”, l’ingresso di via Fiori Oscuri 4 che collega Orto Botanico e Osservatorio Astronomico, a quasi cinquant’anni dall’acquisto, nella piena disponibilità di Palazzo Citterio, avverrà la ricollocazione in quella sede delle collezioni Jesi e Vitali, straordinari esempi del più illuminato collezionismo milanese.

Tra gli obiettivi non secondari, anche la riqualificazione del Palazzo di via Brera 19 che potrebbe essere destinato a sede di aule dell’Accademia, dei depositi visitabili, di un ristorante e altre attività.

Brera milanesissima ma anche internazionale. Con quali soldi? Quelli dei nuovi partner privati e quelli dei nuovi prezzi: “Si andrà incontro al pubblico, favorendo una visita frequente alla Pinacoteca grazie a un biglietto intero dal costo di € 10 valido per tre mesi, con il visitatore che diventa amico di Brera temporaneo“.

www.brera.beniculturali.it

#2. La Statale diventa un’opera d’arte continua e gli studenti fanno da Ciceroni


È la prima volta – Fuorisalone ed eventi privati a parte – che l’Università degli Studi di Milano diventa un museo di scultura contemporanea all’aperto.

Avviene grazie a “DURK” di Mikayel Ohanjanyan (è la prima personale a Milano di questo artista armeno vincitore del Leone d’Oro – Padiglione Armenia – alla Biennale di Venezia 2015).

La Statale Arte diventa così un nuovo grande evento culturale dell’Università degli Studi di Milano, che prevede l’allestimento di mostre personali di artisti italiani e stranieri negli spazi seicenteschi opera del Richini.

Conversazioni tra arte ed età diverse che, dalle chiacchiere smorza tensione prima di un esame e in vista di un incontro con il prof, si trasformano in dialoghi muti tra eredità storica, interpretazioni del presente e lavori site specific.

DURK
Fino al 19 marzo, il Cortile e il Loggiato della Ca’ Granda ospiteranno due installazioni site specific di Ohanjanyan: Tasnerku + 1 (Dodici + 1) e Dur (Porta).

Cortile della Ca’ Granda
Università Statale di Milano
via Festa del Perdono, 7 – Milano
Fino al 19 marzo 2016
Orari: lunedì – venerdì 9-20 / sabato 9-18

Visite guidate gratuite (dagli studenti in Scienze dei beni culturali e in Storia e critica dell’art)
gratuite
venerdì alle 17.30 – sabato alle 11
appuntamento in via Festa del Perdono 7, davanti all’ingresso dell’Università
Informazioni: tel. 02 50312983

Facebook / LaStataleArte: www.lastatalearte.it

#3. MiArt 2016

Torna la grande fiera dell’arte, MiArt 2016.

Ricca, piena di Vip, autori, capolavori, affari. In numeri: edizione numero 21, 154 gallerie internazionali, oltre 16 Paesi aderenti, 60 curatori, oltre 40 personalità, una settimana di incontri, happenings dentro e fuori la fiera. Alla direzione (come dal 2013),  Vincenzo de Bellis.

Dal 7 al 10 aprile i padiglioni di Fieramilanocity accoglieranno il meglio dell’arte moderna, contemporanea e del design a edizione limitata provenienti da 16 paesi (Austria, Belgio, Corea, Danimarca, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Irlanda, Italia, Norvegia, Repubblica Slovacca, Spagna, Stati Uniti, Svizzera, Uruguay), scelte per l’alta qualità dei progetti espostivi dal comitato selezionatore tra più di 350 domande pervenute.

Dalle precedenti edizioni: Alfonso Artiaco (Napoli), Gavin Brown’s Enterprise (New York), C L E A R I N G (New York – Brussels), Cardi (London – Milano), Sadie Coles HQ (London), Continua (San Gimignano – Beijing – Les Moulins – Habana), Massimo De Carlo (Milano – London), Dépendance (Brussels), kaufmann repetto (Milano – New York), Johann König (Berlin), Andrew Kreps (New York), Giò Marconi (Milano), Massimo Minini (Brescia), Office Baroque (Brussels), Robilant+Voena (London – Milano), Lia Rumma (Milano – Napoli), Christian Stein (Milano – Pero), T293 (Napoli – Roma), Tega (Milano), Tornabuoni Arte (Firenze – London – Milano – Paris), Michael Werner (New York – London), Zero… (Milano). Tra le molte che si aggiungono per la prima volta spiccano prestigiosi nomi internazionali quali Blain Southern (London), Campoli Presti (London – Paris), Marc Foxx (Los Angeles), Greene Naftali (New York), Rodolphe Janssen (Brussels), Lelong (Paris – New York), Mai 36 (Zürich), Anthony Reynolds (London), Esther Schipper (Berlin), Galleria dello Scudo (Verona), Sperone Westwater (New York), Wilkinson (London).

Una sezione ad hoc, quest’anno, sarà dedicata al design. Si chiama Object e si distingue per la partecipazione di influenti gallerie tra cui Luisa delle Piane (Milano), Erastudio Apartment-Gallery (Milano), Galleria O. Roma (Roma), Machado-Muñoz (Madrid), Nilufar (Milano), Secondome (Roma), Antonella Villanova (Firenze).

Non mancheranno premi, fondazioni, acquisizioni, vernissage, firme del lusso tra gli sponsor.

Ph. Art Direction & Graphic Design: Mousse. Photo Campaign: Bea De Giacomo. Concept & Set Design: Rio Grande. Plexi: Compasso Design, Milan . Courtesy Ufficio Stampa: da Claudia Santrolli (Lara Facco P&C)

MiArt 2016
8 – 10 aprile 2016
preview 7 aprile 2016
fieramilanocity, padiglione 3, gate 5
Milano
www.miart.it

4#. La mostra sul Simbolismo di Palazzo Reale: donne fatali ma con rinascita sotto il Duomo 

Saremo pur fatti della materia di cui sono fatti i sogni (W. Shakespeare).
Saremo stati attratti dai Fiori del Male di Baudelaire (un secolo e oltre dopo che li scrisse, molti anni dopo la fisiologica depressione adolescenziale).
Saremo sconvolti dall’ansia di futuro e progresso tanto e come gli Odillon Redon, Gaetano Previati, Victor Prouvé, Albert von Keller, Fernand Khnopff, Gustave Moreau, Gustave Cortois, Max Klinger, Giorgio Kienerk, Vittorio Zecchini, Giovanni Segantini… tra alcuni degli autori di

In un perfetto contrasto con l’aspirazione all’estetica e alla bellezza pura, piatta, di linee e anima del commercio allestita nella mostra dedicata a Mucha, nelle adiacenti sale di Palazzo Reale vanno di scena le opere di almeno un ventennio di ansia e introspezione, gioco tra incubo e sogno, voluttà e morte, lussuria e prospettive escatologiche, eros e tanatos, complementari corrisposti e indispensabili rovesci di una medaglia che si chiama vita personale, storia dell’uomo e dell’arte.

Oltre cento dipinti, di cui alcuni inediti per il nostro Paese; oltre 2.000 mq di superficie espositiva e 24 sale site al piano nobile di Palazzo Reale di Milano, numerosissimi gli autori (ci sono persino scatti dal laboratorio di Nadar da cui ha avuto origine l’Impressionismo).

Cardine e leit motiv, la donna e la sua doppia valenza: sensuale Medusa, ombra della morte, strumento del piacere, veicolo di decadimento e di morte, fulcro di un turbine di polvere, languida aguzzina a cui sono incatenate figure scheletriche, sogno di anime dannate, a rossa esanime e persino crocefissa; angelica, amor sacro e profana, strumento di redenzione, Neiade, Sfinge, sirena ingannatrice o ammaliatrice, amante sulla spiaccia, istante del sogno di anime dannate, notturno dell’anima e sua aspirazione al bene.

Sulle note di Wagner e le parole di Charles Baudelaire va in scena la danza macabra, si approda all’Isola dei Morti, ma poi si rinasce consapevoli e forti.

Da non perdere perché: dopo lo smarrimento iniziale e i toni cupi, alla fine trionfa sempre il bene,

“Il Simbolismo. Arte in Europa dalla Belle Époque alla Grande Guerra”

Palazzo Reale di Milano fino al 5 giugno. A cura di Fernando Mazzocca e Claudia Zevi in collaborazione con Michel Draguet.

Il Simbolismo. Arte in Europa dalla Belle Époque alla Grande Guerra
Palazzo Reale, Milano
3 febbraio – 5 giugno 2016

Orari apertura:
lunedì 14:30 – 19:30
martedì – mercoledì – venerdì – Domenica 9:30 – 19:30
giovedì – sabato 9:30 – 22:30

Biglietti:
Intero 12 €
Ridotto 10 €
Ridotto speciale 6 €
Biglietto Famiglia € 10 adulto (1 o 2 adulti) € 6 per bambino da 6 a 14 anni

Informazioni e prenotazioni: 02 54914 / www.mostrasimbolismo.it

Sono nata al Fatebenefratelli, zona Brera, una delle zone più bohemienne di Milano, che non poteva che portarmi alla laurea in Storia dell'Arte. Nel 2009 ho fondato Milanoincontemporanea per non metterla da parte.
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Riguardo a Paola Perfetti

Sono nata al Fatebenefratelli, zona Brera, una delle zone più bohemienne di Milano, che non poteva che portarmi alla laurea in Storia dell'Arte. Nel 2009 ho fondato Milanoincontemporanea per non metterla da parte.