Mario “Stone” Furlan: “Milano è la città più generosa d’Italia ma può ancora aiutare noi City Angels” – INTERVISTA

City Angels, volontari in metropolitana a Milano. A sinistra, Mario Furlan

Milano è il cuore della finanza, della economia, del lavoro, della moda; la città da cui sono partite le grandi novità culturali e le rivoluzioni (dal Futurismo al Craxismo, giusto per far subito qualche nome). Ma Milano è anche la città più generosa d’Italia. A dirlo, in questa intervista, Mario “Stone” Furlan, fondatore di City Angels.

Gli angeli di Milano, quelli con la maglietta rossa, il basco blu e la divisa disegnata niente meno che da Elio Fiorucci.

Li abbiamo visti per le strade ad aiutare i senzatetto di Milano.

Li abbiamo guardati da lontano ringraziandoli perché, con la loro stessa persona, sono “un deterrente visivo contro la microcriminalità, la gente si sente più sicura con la nostra presenza“, a detta dello stesso fondatore, Mario Furlan.

Li abbiamo ammirati, perché è anche grazie al lavoro che fanno a Milano, anche noi ci sentiamo po’ parte della capitale d’Italia della bontà.

Dottor Furlan, quali sono i momenti più critici dell’anno?
L’emergenza freddo e l’emergenza caldo. Noi siamo sempre sulla strada, ma la difficoltà si acuisce ad agosto quando i milanesi vanno in vacanza, la città si svuota e c’è meno gente a dare una mano anche nei centri di accoglienza.

Come aiutarvi?
Facendo volontariato, offrendo coperte, sacchi a pelo, vestiti da uomo (le persone bisognose sono per il 90% quasi tutti uomini, anche tra i profughi). Ora che arriva la primavera, c’è anche la possibilità di donare il 5×1000.

Come si diventa volontari? 
Si contatta il sito www.cityangels.it, ci si sottopone ad un colloquio psico-attitudinale. Se si va bene, o si ha piacere, si prosegue con l’iscrizione al corso gratuito della durata di due mesi (due sere a settimana). Chi super l’esame sale a bordo con noi. Possono accedere tutti, dai 18 anni in su. Devo dire che in questo momento sono in leggera maggioranza le donne.

Come e perché ha deciso di fondare City Angels?
Nel 1993 ho lasciato la mia Liguria per Milano, dove ho intrapreso la carriera di giornalista a tempo pieno, in Mondadori. Pensi lei. Nel ’94 la scintilla: non volevo solo descrivere il mondo, ma renderlo anche un posto migliore. E’ stata come una vocazione. Da “incosciente” mi sono licenziato, ho lasciato il posto fisso. A distanza di anni posso dire che ne è valsa davvero la pena e me ne rendo conto ogni volta che riusciamo a far cambiare vita a qualcuno: da uno stato di indigenza, disperazione e angoscia regaliamo un barlume di serenità, gioia; una scintilla di vita.

Quante persone avete aiutato in questi anni?
Le persone alle quali siamo riuscite a far cambiare vita sono appena alcune decine. Intendiamoci: aiutiamo in tutta Italia e Svizzera quasi 3mila persone al giorno. Di individui aiutati direttamente da noi a trovare un lavoro e una casa, forse  sono 100 persone. Vorremmo fare molto di più. Rispetto al far cambiare vita radicalmente sono molte di più le persone che siamo riuscite a salvare dal freddo: cibo, vestiti e coperte sono fondamentali, ma è importante anche aiutarli a credere di più in loro stessi, a essere rincuorati. Magari si trovano un lavoro da soli; noi abbiamo anche dato un contributo (per quello, le persone sono un migliaio).

Girando per le strade vedo tanti ragazzi giovani, italiani sui trent’anni: è la crisi economica o la crisi dei tempi?
La crisi ha inciso molto. Prima, chi stava male erano soprattutto stranieri. Oggi sono aumentati anche gli italiani che troviamo in stato di indigenza oppure per strada. Gli italiani hanno risentito delle difficoltà degli ultimi anni molto di più  rispetto a chi già viene da una situazione drammatica del proprio Paese (fame, guerra). Inoltre, gli stranieri si muovono spesso in comunità, stanno tra di loro in gruppetti di etnie. In Italia c’è meno di questo senso di solidarietà “etnica”.

Parliamo del vostro pullman….
La Casa Angeli: ogni sera aiutiamo circa 200 persone.
Il pullman è un ottimo strumento per dare mangiare, offrire vestiti, qui le persone possono salire e riposare un po’ sul lettino adibito. E’ davvero molto utile: un conto è il nostro piccolo furgoncino; un conto è il pullman che ci regala maggiore capienza e organizzazione.e

Di cosa avete bisogno in questo momento?
Gli indumenti da uomo non sono mai abbastanza: siamo alla ricerca di biancheria intima (mutande, canottiere, magliette, giacconi), ma anche scarpe comode, sempre maschili, soprattutto da ginnastica. Per donare si può contattare direttamente la segreterie di City Angels: http://www.cityangels.eu/.

Quali buone abitudini o piccole attenzioni – o più di altre – possono fare la differenza?
Non penso all’obolo ai bambini o agli storpi in metropolitana: quelli servono solo ai loro sfruttatori. Per venire in aiuto a chi ha bisogno basta una piccola attenzione da parte di tutti, per tutti: se vedi una persona che ha bisogno, falle un sorriso e regalale un buongiorno. A detta degli stessi senzatetto è già un raggio di sole. E la cosa migliore è che si tratta di un gesto che puoi fare sempre, gratuito, per dimostrare sempre che li vedi.

Sono nata al Fatebenefratelli, zona Brera, una delle zone più bohemienne di Milano, che non poteva che portarmi alla laurea in Storia dell'Arte. Nel 2009 ho fondato Milanoincontemporanea per non metterla da parte.
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Riguardo a Paola Perfetti

Sono nata al Fatebenefratelli, zona Brera, una delle zone più bohemienne di Milano, che non poteva che portarmi alla laurea in Storia dell'Arte. Nel 2009 ho fondato Milanoincontemporanea per non metterla da parte.