Aperitivo con la BBC a Milano: 5 cose che ho scoperto in un sabato tra Navigli e la Balera

Qualche settimana fa sulla posta di Milanoincontemporanea arriva una mail: Ciao, siamo la BBC, stiamo lavorando ad un nuovo programma sul turismo nelle capitali del divertimento. Stiamo arrivando a Milano; vi va di farci da Cicerone?. Io sono svenuta. Giulia non aveva capito che non era uno scherzo. Sabato 2 luglio 2016 noi eravamo le guide per un giorno della BBC Travel Show. Ecco 5 cose che abbiamo vissuto insieme.

#1. Un tornado in piena regola

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La notizia e l’opportunità, di per sé, sono di quelle che ti sconvolgono abbastanza.
Quando lavori nel giornalismo, quando scrivi storie di vita quotidiana, quando ami il tuo lavoro e lo fai nella tua città ci sono un sacco di imprevisti o banali situazioni – come una bomba d’acqua alle 18 del pomeriggio – da gestire con dovuto entusiasmo.
E allora te la prendi tutta quell’acqua, ci ridi sopra, sei fradicia, ma continui a girare.
Ecco: una cosa che ho scoperto da Keith e Ben, i nostri compagni di viaggio, è che… anche a Londra è così. Non ci sono prime donne, ti spanci dal ridere, ma vai dritta all’obiettivo. Ed è sempre buona la prima se sei naturale e sei nel posto giusto al momento giusto.

 

#2. I Navigli di Milano sono un dono

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Fate conto che a Milano si muore dal caldo, tutti sono al mare e tu sei a lavorare. Dove ti puoi dare un appuntamento di lavoro simpatico, suggestivo, unico perché tipicamente milanese, ma che ti ricordi vagamente un lido soleggiato? Sono le 18 del pomeriggio, oh cielo. E che i Navigli siano!
Al Tanquery, angolo Darsena, Ringhiera, la Trattoria milanese e tutti quei luoghi in cui sei abituata a passare, bere un drink, muoverti con agilità, per due ore abbondanti diventano la location del tempo sospeso, dove le acque scorrono leggere solcate da qualche battello pieno di turisti, i ragazzotti impomatati e le donzelle da tacco 15 sfilano come se fosse un red carpet, e tu sei lì, a parlare in inglese, a raccontare della tua Milano, con l’orgoglio di chi dice: guarda che questa cosa qui l’ha fatta Leonardo da Vinci in persona. Guarda che sotto quel campanile ci sono le spoglie dei Re Magi – in questo caso l’informazione su Sant’Eustorgio non ha sortito grande entusiasmo. I magi dovevano morirci a Milano: essere trasportati da morti, a Londra, pare non sia granché. Anyway… 

#3. I milanesi e la Tv

Appena vedono un mini troupe c’è il bellimbusto di turno che si fa avanti per chiedere informazioni e sapere chi comanda nel gruppo, così da lasciare un bigliettino perché, quello con cui stai parlando, è il prossimo talento della recitazione. Tu ancora non lo sai.
E poi c’è la sindrome da Barbara D’Urso e Buona Domenica. A Milano. non si sa perché, non è importante chi tu sia e cosa tu faccia, perché c’è un operatore che ti segue, bensì la domanda è: “Che esterna è!?”. Oh cielo.

#4. Gli inglesi e i milanesi: due facce una razza…
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Non ho capito se sia una mia idea considerazione post Brexit, o piuttosto il fatto che Londra non sia tutta l’Inghilterra tanto quanto Milano sia la città meno italiana di tutte le città italiane. Da noi non tutti se ne sono accorti, mentre gli inglesi questa cosa però la avvertono, o per meglio dire, la sensazione è che siano attratti dal desiderio di sapere chi sono veramente i milanesi e quanto siano diversi da quell’idea un po’ agé da pizza pasta mandolino e antico impero romano.
Milano piace per la sua aria elettrica con o senza temporale in arrivo, e questo nonostante i doveri dell’editore ti impongano di raccontare quello che già tutti sanno: a Milano si beve, c’è il Duomo e c’è il Cenacolo, si mangia sempre…

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#5. … ma davanti a una partita siamo tutti uguali

E non mi riferisco solo a quella Germania-Italia in cui i nostri ospiti della BBC hanno sofferto con noi italiani [guarda il video].
Mi riferivo a quella di bocce, intrapresa con agonistica tensione insieme alla signora Piera e ai team ‘uomini’ vs ‘mogli’ che abbiamo disputato alla Balera dell’Ortica.
Come sempre accade, Marina, una delle proprietarie, ci ha accolto con entusiasmo e vera ospitalità italiana. [continua dopo il salto]

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Come ormai sappiamo da anni – ma gli inglesi a questo non c’erano abituati – mamme e papà, bambini, anzianotti, signori sugli anta amanti del liscio, compagnie enormi di amici amanti degli arrosticini, fashion blogger fashioniste c’erano tutti a tifare Italia in una notte in Balera.
L’Italia ha perso ai rigori? Okay, ma se l’è giocata tutta così come noi abbiamo giocato con il nostro modo di essere meneghino-italiota dalla voglia matta di far sapere al mondo quanto di bello c’è intorno a noi. 

Il risultato sarà visibile in autunno su @BBCTravelShow.

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Sono nata al Fatebenefratelli, zona Brera, una delle zone più bohemienne di Milano, che non poteva che portarmi alla laurea in Storia dell'Arte. Nel 2009 ho fondato Milanoincontemporanea per non metterla da parte.
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Riguardo a Paola Perfetti

Sono nata al Fatebenefratelli, zona Brera, una delle zone più bohemienne di Milano, che non poteva che portarmi alla laurea in Storia dell'Arte. Nel 2009 ho fondato Milanoincontemporanea per non metterla da parte.