5 luoghi di Milano che (forse) non conosciamo ma che rischiano di sparire

La Ditta Guenzati e antiche scuderie tra i luoghi di Milano che giacciono in abbandono. Un sondaggio del FAI e molti milanesi le riportano alla luce.

Le Giornate FAI di primavera torneranno il 25-26 marzo 2017. Per quella data, il Fondo per l’Ambiente italiano ha indetto un sondaggio sui Luoghi del Cuore dei Milanesi, quelli più amati e che rischiano di scomparire.

In mezzo a molti luoghi, posti speciali ormai conosciutissimi, come Villa Necchi Campiglio (via Mozart) e Piazza del Duomo, sono emersi alcuni indirizzi che forse non sono a tutti così noti ma che, mappe alle mano,  ci indicano quanto ancora dobbiamo conoscere della nostra bella città. O meglio: quanto sia enorme il nostro patrimonio come ancora poco lo valorizziamo.

La lista è stata oggetto di un un interessante approfondimento da parte della giornalista Chiara Vanzetto sulle pagine online del quotidiano Milano.Corriere.it*.

Ecco 5 luoghi del cuore dei milanesi che forse ancora non conosciamo e dove si trovano, ancora oggi, prima che scompaiano.

#1. La Ditta Guenzati

di cui il «Corriere» ha già parlato, nata nel 1768 e specializzata in abbigliamento inglese, che rischia lo sfratto dalla sede di via Mercanti: adesso, con 31.069 voti, se dovesse succedere si rischierebbe una sollevazione“, cit*. Mappa.

#2. L’Archivio Storico dell’Ospedale Maggiore

Nella seicentesca Ca’ Granda con documenti dal ‘400 a oggi. Mappa.

#3. Il Mercato coperto

Via Crespi, opera del 1934. Mappa.

#4. Stazione Bullona


Giace inutilizzata in via Piero della Francesca. Mappa.

#5. Scuderie De Montel


A San Siro in via Fetonte, davanti allo stadio. Mappa.

 

 

Fonte: milano.corriere.it

Sono nata al Fatebenefratelli, zona Brera, una delle zone più bohemienne di Milano, che non poteva che portarmi alla laurea in Storia dell'Arte. Nel 2009 ho fondato Milanoincontemporanea per non metterla da parte.
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Riguardo a Paola Perfetti

Sono nata al Fatebenefratelli, zona Brera, una delle zone più bohemienne di Milano, che non poteva che portarmi alla laurea in Storia dell'Arte. Nel 2009 ho fondato Milanoincontemporanea per non metterla da parte.