Angoli di Fuorisalone 2018: i luoghi più belli e nascosti da scoprire

Angoli di Fuorisalone 2018: ovvero, sfruttare gli indizi sulle migliori feste, installazioni e proposte di design per scovare punti bellissimi (e poco noti) di Milano

Come da dieci anni a questa parte ero partita con le migliori intenzioni: “vi segnalo tutti i district da non perdere”, ” vi propongo tutto quello che proprio dovreste vedere del Fuorisalone di Milano”, da Milanoin ecco tutti gli appuntamenti e le proposte di design e divertimento. Feste, ricchi premi, cotillon, ah sì anche le installazioni.

Per un altro anno ero pronta a raccontarvi proprio tutto di quello che c’è da non perdere durante una delle “Week” che più regala al PIL della nostra città, all’immagine internazionale e turistica di Milano, alla voglia di divertimento dei milanesi…

Ero partita grintosa fintanto che, come sempre accade, il troppo stroppia e si infrange il sogno di gloria di un Fuorisalone troppo accalcato e meno promettente in termini di originalità.

Vale a dire: nella settimana in cui tutti, ma proprio tutti si inventano qualcosa, si sparano pose, dicono che ci sono e si dannano per esserci; nella settimana in cui tutto accade ed è difficile capire cosa vale di più non perdere, cavalco l’onda per prendere un’altra direzione.

Ovvero: usare il Fuorisalone come strumento per varcare portoni spesso chiusi, superare soglie di indirizzi generalmente poco avvezzi ad accogliere curiosi, andare a spasso della nostra città e scoprire angoli nascosti, fighissimi, riscoperti, eccezionalmente riaperti.

Come a dire, il Fuorisalone di Milano è sempre più fiera della porchetta (ma arricchita di un po’ di tartufo che fa tanto chic), ma resta pur sempre il talent scout delle cose belle di Milano.

In sintesi: ecco le più interessanti scoperte finora e che secondo me valgono la pena di spintoni, code di attesa, mal di piedi e altre follie da Design Week, con tanto di indirizzi:

#1. BOTTEGA VENETA – via Borgospesso, 5


L’elegante boutique è situata a al piano terra di un palazzo settecentesco, Palazzo Gallarati Scotti.
Totale area: 250 metri quadrati di eleganza, lusso, artigianato italiano e storia locale.

#2. GALLERIA ANTONIA JANNONE – Corso Garibaldi, 125

L’installazione site specific ci porta al cuore di Corso Garibaldi 125 nel corso della mostra: ONE TWO FIVE – STEVEN HOLL a cura di Marco Sammicheli e predisposta da Cooperativa Operai Cavatori del Botticino – estrazione e lavorazione del marmo, Fratelli Garletti – Smart Hinge System, Linearstone – your customized marble, e Quadro – rubinetti di design in acciaio, main partner della mostra.
Grazie al lavoro dell’art direction di Stevan Tesic e Milena Veljkovic (di_archon_ass architetti) si svela così uno dei più affascinanti cortili milanesi in Corso Garibaldi.

Ad organizzarla è la Galleria Antonia Jannone che dalle 10.30 alle 20.00
Inaugurazione mercoledì 18 aprile, ore 18:00

#3. 5 VIE – Piazza C. Massaia


TUTTA.

5vie è il quartiere più antico e più ricco di storia di Milano. Da qualche anno si è trasformato in un nuovo distretto dall’altissimo valore artistico-culturale proiettato verso il design e l’innovazione. Tutto da vedere. Tutto da lasciare senza fiato. Dal dito di Cattelan in Piazza Affari alle torri campanarie da scalare a pochi passi dal circo romano… ecco il programma: http://www.5vie.it/.

#4. UNIVERSITA’ LA STATALE . via Festa del Perdono, 7

“Cells”: la sanità del futuro alla Statale di Milano è la suggestiva installazione architettonica, visiva, sonora e olfattiva che l’architetto Filippo Taidelli ha ideato per il Fuorisalone 2018 alla Università di via Festa del Perdono (uno dei confermati place to be della Design Week, anno dopo anno).

Là dove sorse il più antico ospedale milanese, la Ca’ Granda, si mette in scena il rapporto tra tecnologia, salute e umanesimo.

“Cells” ha un doppio significato: per la biologia la cellula è l’unità morfologica e funzionale di tutti gli organismi viventi, mentre in ambito architettonico il termine latino cella richiama una piccola stanza. Il tutto dentro ad uno dei chiostri più belli e forse meno noti di Milano.

L’installazione si compone infatti di due cellule di vetro, dalle uguali dimensioni ma caratteristiche formali antitetiche, che instaurano un dialogo visivo collocandosi agli angoli opposti del Cortile dei Bagni.
Rappresentano le due anime complementari ed apparentemente antitetiche della sanità del futuro: da un lato l’attenzione dell’interior design a rendere “domestico” lo spazio ospedaliero, dall’altro “la sanità virtuale”, la ridefinizione dell’interfaccia uomo macchina e la conseguente “deospitalizzazione”.

CELLS | INTERNI HOUSE IN MOTION 2018 – 20 YEARS project by Filippo Taidelli, con Universal Selecta, Casalgrande Padana, Coelux, Platek, Rossi Bianchi lighting design, sound designer Nicola Ratti.
Special thanks to Humanitas University

Orari:
17 – 22 aprile: dalle 10.00 alle 24.00;
23 – 27 aprile: dalle 10.00 alle 22.00;
28 aprile: dalle 10.00 alle 18.00.

5. IL PROFUMO DELLA TRIENNALE, viale Alemagna, 6


Può un profumo raccontare la storia del design? Secondo Chiara Alessi – curatrice della sezione contemporanea del Triennale Design Museum 2018 (Milano, 14 aprile 2018 – 20 gennaio 2019) – sicuramente sì.

Chiamata a rappresentare la storia del design italiano per l’undicesima edizione del museo, Chiara Alessi ha pensato ad un allestimento fuori dagli schemi: una enorme vending machine realmente funzionante che contiene 50 oggetti attraverso i quali raccontare il design italiano. Prodotti editoriali, oggetti e un profumo. Il naso scelto per creare la fragranza è Diletta Tonatto, giovane ricercatrice e creativa alla guida di Tonatto Profumi, la prestigiosa Maison Torinese che dal 2000 è simbolo dell’arte della profumeria artigianale italiana nel mondo.

Nasce così EDI, un profumo artigianale ma anche, e non poteva essere altrimenti, un oggetto di design, grazie alla forma unica della boccetta, firmata da Astrid Luglio.

Un altro modo per non dimenticare uno dei luoghi più iconici della Settimana del Design meneghino.

#6. VISIONAIR BY LABICS, via Festa del Perdono 7


Elica – società multinazionale leader mondiale nel settore delle cappe da cucina -, in collaborazione con la Fondazione Ermanno Casoli, racconta la propria filosofia di innovazione e design con l’installazione Visionair realizzata dallo studio di architettura Labics, a cura di Marcello Smarrelli: unì esperienza sensoriale suggestiva che svela un nuovo e inaspettato modo di vivere la cucina.

Una volta entrati, una suggestiva video installazione, realizzata da Giancarlo Sordi (Bizef Produzione), rende il visitatore partecipe di un’esperienza che, come in una danza immaginaria, scopre gradualmente il vero protagonista dell’opera, il piano aspirante NikolaTesla.

#7. DE RERUM NATURA by Matteo Ragni e l’albero della Cuccagna – via Cuccagna angolo via Muratori

‘L’uomo nella natura, la natura nell’uomo’ è il tema dell’evento di Cascina Cuccagna per la Milano Design Week 2018. Il progetto De Rerum Natura, curato da MatteoRagniStudio, indaga il rapporto tra uomo e natura attraverso una serie di esposizioni, incontri e workshop, che vogliono raccontare una visione nuova della relazione tra uomo urbano e natura urbana, per una convivenza futura più serena. (Orari: tutti i giorni dalle 11 alle 22 http://www.dererumnatura.design/events)

In mezzo a sedute e palloncini, tavoli per il desco in condivisione, confezioni per il gelato e case naturali, ecco l’albero della Cuccagna, proposto da Leifheit Italia: un tecnologico stendibiancheria tedesco diventa un visionario allestimento da cui pendono cartoline contenenti semi di margherite.

Perché? Perché è un nuovo seme che vuole gettare il nuovo AD del brand, Emanuele Ragni. Perché piace? Perché mi piace pensare che sia uno dei pochi segni tangibili che, se annaffiamo bene i nostri progetti, qualcosa resterà di tutto questo. Sì. Tutto questo Fuorisalone 2018.

Troppo dura? Beh, potrei ricredermi, d’altra parte questi sono solo indirizzi in centro a Milano e siamo solo al secondo giorno…

Buon Fuorisalone a tutti!

Sono nata al Fatebenefratelli, zona Brera, una delle zone più bohemienne di Milano, che non poteva che portarmi alla laurea in Storia dell'Arte. Nel 2009 ho fondato Milanoincontemporanea per non metterla da parte.
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Riguardo a Paola Perfetti

Sono nata al Fatebenefratelli, zona Brera, una delle zone più bohemienne di Milano, che non poteva che portarmi alla laurea in Storia dell'Arte. Nel 2009 ho fondato Milanoincontemporanea per non metterla da parte.