Quella Conca del Naviglio di Milano che non voleva navigar (per fortuna!)

Un angolo nascosto che svela un altro pezzo del genio di Leonardo da Vinci. Visita free trecentosessantacinque giorni l’anno!

“C’era una volta un piccolo naviglio che non sapeva non sapeva navigar…”. E dopo una due tre quattro cinque… va bene, potremmo andare avanti in eterno, ma il piccolo naviglio di via Conca del Naviglio ha un che di famigliare.

Ci siamo persi un giorno, da queste parti. Arrivando da viale Papiniano, dalle vie gettonate dalla movida del sabato sera (proprio di fronte c’è la Darsena, tanto per intenderci), siamo rimasti piacevolmente frastornati dal silenzio dei giardinetti, dal rumore dell’acqua, dalla gentilezza di chi abita o comunque riesce a bazzicare da queste parti.

Via Conca del Naviglio?” – mi ripete una signora cui abbiamo chiesto un’indicazione per la strada – “Facile, è sufficiente seguire la strada che fa un’ansa. E’ quella voluta da Leonardo“. Leonardo? Da Vinci?! Le celebrazioni del suo cinquecentenario si stanno avvicinando e dunque ecco un altro indirizzo speciale da non perdere per toccare con mano il genio vinciano.

Già che da queste parti passavano i Navigli! Meglio. Dopo il “piano regolatore ante litteram” del periodo visconteo, questa zona venne lasciata all’acqua della cosiddetta “Conca di Viarenna” che si rese necessaria per collegare la Darsena, quindi Naviglio Grande e Naviglio Pavese, con la fossa interna “consentendo di superare il dislivello” (continua dopo il salto)…

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Recita Wikipedia – “La conca venne completata nel 1439 e serviva per rendere più agevole il trasporto dei blocchi di marmo di Candoglia, in arrivo dal Naviglio Grande, quanto più vicino possibile al Duomo di Milano, la cui costruzione con il marmo era cominciata nel 1386-1387 in seguito al dono di Gian Galeazzo Visconti”.

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Qui intorno, in questo angolo di paradiso, ci sono le antiche corti nascoste (e torneremo a mostrarvele), ci sono i famosi locali del brunch della domenica come “Le Biciclette”, le migliori boutique meneghine, “Biffi”, e persino i ristorantoni stile Zio Pesce. Meglio tornare alla vecchia Milano?

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Perdetevi e potreste ritrovarvi di fronte agli antichi resti dell’anfiteatro di Milano. Ma non ditelo troppo in giro ;-).

Sono nata al Fatebenefratelli, zona Brera, una delle zone più bohemienne di Milano, che non poteva che portarmi alla laurea in Storia dell'Arte. Nel 2009 ho fondato Milanoincontemporanea per non metterla da parte.
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Riguardo a Paola Perfetti

Sono nata al Fatebenefratelli, zona Brera, una delle zone più bohemienne di Milano, che non poteva che portarmi alla laurea in Storia dell'Arte. Nel 2009 ho fondato Milanoincontemporanea per non metterla da parte.