Milano riavrà il suo Colosseo: l’opera sorgerà nel 2019

Anche Milano avrà il suo Colosseo. Non sarà antico come quello romano, non avrà la storicità dell’Anfiteatro Flavio, né la sua maestosità, ma a detta della Soprintendenza sarà comunque incredibile.
Continua così l’opera di piantumazione della città: dopo il Bosco Verticale e la Biblioteca degli Alberi, a Milano nel 2019 sorgerà un Colosseo “verde”.

L’opera vegetale nascerà in prossimità di Porta Ticinensis (il nome latino di Porta Ticinese), dove tra il I e il II secolo d.C. si ergeva il Colosseo di Milano, terzo per dimensioni dopo quello Roma e di Capua.

Accanto all’attuale via Arena, infatti, con i suoi 38 metri di altezza si alzava maestoso il Colosseo di Milano, distrutto a partire dal V secolo dalle invasioni barbariche. Ma le pietre rimaste non vennero abbandonate: servirono bensì a rinforzare le mura cittadine e a costruire la Basilica di San Lorenzo.

Duemila anni dopo, la Soprintendenza rende omaggio alla storicità romana presente nel capoluogo lombardo ricostruendo l’antichità perduta attraverso centinaia di piante messe a dimora in modo da ricalcarne perfettamente la struttura architettonica.

Un’idea visionaria, «un progetto di “archeologia green” ispirato al tema della simbiosi fra vegetazione e ruderi presente nella storia fin da XV secolo e molto amato nella letteratura romantica. L’intero parco archeologico diventerà un amphitheatrum naturae e riprende una filosofia che introduce la flora nei siti archeologici come nell’idea di Giacomo Boni dei primi del Novecento nel Foro romano, nelle passeggiate archeologiche o nel tempio romano di Venere e Roma» spiega la sovrintendente Antonella Ranaldi cui si deve l’idea.

I lavori inizieranno nei primi giorni di dicembre, con la pulitura dell’area di via Conca del Naviglio e via Arena, la zona che fu del Vivaio Riva ormai dismesso.

Dall’annessione di queste due aree con il retrostante parco archeologico l’area verde sarà quindi ampliata dai 12.500 mq attuali ai 22.300 da connettere in seguito con il parco delle Basiliche dove a San Lorenzo, sotto il sacello di Sant’Aquilino, si possono vedere i resti in pietra dei blocchi del rivestimento dell’anfiteatro utilizzati per le fondazioni. Alla fine, si verrà quindi a creare un parco urbano verde di circa 100 mila mq che diventerà nello stesso tempo una passeggiata nella Milano romana e paleocristiana.

A febbraio cominceranno gli scavi sulle porzioni mai esplorate dell’anfiteatro: in base alla mappatura precisa dei risultati, sarà quindi piantumato il verde a contorno o completamento dei resti delle fondazioni. «Il progetto prevede di mantenere libera l’arena centrale in vista del suo impiego anche per spettacoli all’aperto — spiega Ranaldi —. Sul perimetro dell’ellisse, invece, saranno piantate due file di cipressi, 102 in tutto. Mentre siepi di bosso, ligustro e mirto in vaso seguiranno il disegno dei setti radiali a sostegno delle gradinate». Inutile dire che anche la scelta delle piante da esporre è stata filologica e trae spunto dagli antichi viridaria tagliati nelle stesse fogge della topiaria romana.

Ph. Urbanfile

Classe 1988, sono nata in un caldo giovedì di agosto in Brera, uno dei quartieri più belli della mia città. Dalla passione (divenuta laurea) per le lingue straniere all'attività di blogger e giornalista freelance, il passo per me è stato molto breve. Oggi mi occupo di comunicazione, ma scrivere di Milano è scrivere delle proprie origini.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Milanoincontemporanea