Binario 21: viaggio nella memoria per non dimenticare la Shoa

Immagini dal Binario 21 e il Calendario della Memoria a Milano 2017

Immagini dal Binario 21 dentro il Memoriale della Shoah a Milano: sotto Stazione Centrale batte un cuore ferito della storia nera di Milano.

A passi lenti supero piazza Edmond J. Safra, entro nel Memoriale Shoa di Milano, dove tante volte sono voluta venire, ma sono scivolata via veloce, un po’ per non sostare in un’area dove spesso trovano riparo spacciatori e immigrati, un po’ perché so che lì sotto c’è il BINARIO 21. L’unico di questo tipo, così conservato, quasi ‘frizzato’ come era oltre settant’anni fa.

 

Milano Centrale destinazione Auschwitz

 

 

Il Memoriale sorge e musealizza il Binario 21 quello dal quale migliaia di ebrei, rastrellati in città e nella regione, furono caricati su vagoni merci e agganciati ai convogli diretti a Auschwitz-Birkenau, Bergen Belsen e ai campi italiani di raccolta, come Fossoli e Bolzano. Dagli stessi binari partirono anche numerosi deportati politici, destinati al campo di concentramento di Mauthausen o ai campi italiani.

Nel momento in cui arrivo c’è solo un gruppetto di poche signore guidate da un corpulento cicerone; c’è un signore anziano con il cappello che in marcato accento napoletano mi dice: “mamma mia che cosa hanno combinato qui”; è rimasta una giornalista che detta il pezzo alla sua redazione e poi c’è il silenzio, squarciato solo dai treni che vengono e che partono sopra la mia testa, in Stazione Centrale, dove la vita scorre normale.

In una mostra normale sarebbero fenomeni acustici per aumentare l’effettivo immersivo dell’allestimento. La tragedia, qui, è che tutto è reale.

Era normale sentire la vita scorrere via: i fortunati sopra, loro, ‘la razza inferiore’ sotto, ma distante perché nessuna la vedesse.
Era normale anche la vita dei milanesi mentre, dal 1943 al 1945, vedevano portare via le famiglie di milanesi come loro, come i Segre, da Corso Magenta 55, e poi i Foà, Levi… Milano come Trastevere e gli altri el ghetto di Roma. “Ma i milanesi non badarono a noi, non ci gettarono dalle finestre nemmeno un’arancia o un pezzo di pane” racconta in una delle video installazioni Liliana Segre.

La sua famiglia venne sterminata e Liliana fu una di quelle persone, una manciata su 744, a tornare dal treno della morte.

Già, in mezzo c’è il treno e il Binario 21, con i portelloni aperti come dove essere aperto in quei giorni, ricordati con targhe sul binario. Un treno che sembra un mostro dalle fauci spalancate, pronto a divorare per sempre vite, famiglie, sogni, promesse.

Il Memoriale non dev’essere considerato solamente come luogo di commemorazione, ma soprattutto come uno spazio che favorisca la convivenza civile: questo è uno dei motivi per cui quest’estate abbiamo nuovamente offerto ospitalità ai profughi, in collaborazione con la comunità di Sant’Egidio e la comunità ebraica, per rimarcare il concetto di accettazione. Contiamo di ricevere al più presto i fondi di cui abbiamo bisogno per portare a termine il progetto e per conseguire l’obiettivo di sconfiggere paura e indifferenza” ha dichiarato Roberto Jarach, Vicepresidente della Fondazione Memoriale della Shoah di Milano.

BINARIO 21: ORARI MEMORIALE DELLA SHOAH

Mostra: da martedì 24 gennaio fino a giovedì 13 aprile
Venerdì 27 e domenica 29 gennaio, il Memoriale della Shoah di Milano aprirà le sue porte a tutti i cittadini interessati a scoprire questo luogo unico in Europa, in quanto il solo teatro delle deportazioni ad essere rimasto intatto.

Il 27 gennaio, dalle ore 10.00 alle 19.00 (ultimo ingresso 18.30), e il 29 gennaio, dalle ore 10.00 alle 17.00, si potranno effettuare visite sia guidate che libere.

Il Memoriale sarà aperto alla cittadinanza tutte le domeniche del mese di febbraio dalle ore 10.00 alle 18.00.

Per informazioni e per prenotare l’ingresso al Memoriale, consultare il sito www.memorialeshoah.it.

Sono nata al Fatebenefratelli, zona Brera, una delle zone più bohemienne di Milano, che non poteva che portarmi alla laurea in Storia dell'Arte. Nel 2009 ho fondato Milanoincontemporanea per non metterla da parte.
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Riguardo a Paola Perfetti

Sono nata al Fatebenefratelli, zona Brera, una delle zone più bohemienne di Milano, che non poteva che portarmi alla laurea in Storia dell'Arte. Nel 2009 ho fondato Milanoincontemporanea per non metterla da parte.