Chiacchiere d’autore a Milano: la storia della bottega storica di Angelo Polenghi

La Pasticceria Polenghi Angelo si trova in via Lamarmora 30 e ha una gustosa storia che il signor Angelo in persona ha voluto raccontarci, in questa intervista.

Quando l’intero Stivale ha smesso di festeggiare, Milano comincia con maschere, travestimenti e chiacchiere (o chiacchere?). Parliamo del Carnevale, quello ambrosiano, che si distingue dal resto d’Italia per il suo marchio di fabbrica (la sua storia l’avevamo raccontata qui).

Nonostante la mescolanza di tradizioni a cui ormai siamo abituati dalle nostre parti, a Milano resistono luoghi storici, spesso autentiche botteghe, che amano preservare il sapore del tempo passato.

Una di queste botteghe ha per titolare Angelo Polenghi, ottantenne artista della chiacchiera.

Lui il suo negozio l’ha aperto in via Lamarmora 30, zona Piazza 5 Giornate. Da quel giorno sono trascorsi cinquanta anni di cui una parte, i giorni sotto Carnevale, sono trascorsi a preparare le chiacchiere.

Con lui ci siamo intrattenuti a fare quattro chiacchiere… d’autore.
Sì perché dietro ad un dolce semplice, apparentemente facile da preparare, esiste una capacità tecnica, un’esperienza, un amore che solo una maestro d’arte fornaia può avere. Una maestro che ha anche dei discepoli: il suo principale è il nipote Mattia Polenghi – in questa foto mostra le chiacchiere preparate con lo zio Angelo.

La storia della bottega storica di Angelo Polenghi  – INTERVISTA

Come ha cominciato e perché ha scelto questa professione?
Seguendo le orme di mio padre, che era un panettiere.

Perché scelse di aprire la sua bottega proprio in via Lamarmora 30?
Non fu proprio una vera e propria scelta. Durante la Seconda Guerra Mondiale, il negozio e la casa dove abitavo con mio padre, mia madre e mia sorella vennero bombardati. Poi venne anche a mancare mio padre.
Inizialmente ci dovemmo trasferire in Giambellino, ma la guerra e le condizioni economiche ci portarono a cercare nuove zone.
Un giorno trovammo l’annuncio di un negozio che faceva rivendita di pasta e di pane in via Lamarmora, al numero 31.
Fummo io e mia madre ad andare a vedere.

Come andò?
Ci trovammo davanti un negozio sporco e malandato, ma in tempo di guerra non si poteva molto scegliere e con il sudore di tutta la famiglia – soprattutto di mia madre – a poco a poco sistemammo il negozio. All’inizio ci occupammo di rivendita di pane; con il migliorare della condizione socio economica italiana il negozio si trasformò in pasticceria.

Cos’è cambiato oggi?
Nel quartiere sono aumentati i negozi, sono aumentate le case. Anche il mestiere è cambiato, grazie allo sviluppo tecnologico che ci ha permesso di migliorare le tecniche di lavoro e di aumentare la velocità di esecuzione; quindi di aumentare la distribuzione.

Dopo tutti questi anni, che cosa ricorda con maggiore intensità?
Il ricordo più bello è il giorno in cui, in Regione, mi è stata conferita la onorificenza di bottega storica di Milano.

Allora, da autentico milanese: si dice chiacchiera o tortello?
Sono due cose differenti: in comune hanno solo il periodo in cui vengono distribuite, quindi occhio a non sbagliarsi!

E lei le sue come le prepara? Ha un segreto da confidarci?
Non esiste un segreto della chiacchiera milanese. Ogni artigiano d’Italia segue una propria ricetta che non per forza è attribuita alla zona di produzione. Le mie sono così: impasto farina, burro, zucchero, uova, latte, vino bianco, una puntina di sale, aroma di limone, vaniglia. Dopo aver fatto riposare l’impasto per qualche ora, lo tiro e lo ripiego in tre parti. Poi lo sfoglio sottilmente, lavorandolo con l’apposita macchinetta che ne dà la forma.

Quanto vanno fritte le chiacchiere?
La frittura va fatta in pochi minuti con tanto olio di arachide (un particolare importante), curando di girare ripetutamente le chiacchiere.
Una volta raffreddate saranno cosparse di zucchero a velo e servite!

Il successo della sua ricetta?
Tradizione, passione e una lunga lavorazione.

Il momento migliore della giornata in cui degustarla?
Non ce n’è uno: ogni momento è buono per gustarsi un’ottima chiacchiera.

E queste della Pasticceria Polenghi Angelo sono proprio buone.

Pasticceria Polenghi Angelo
via Lamarmora 30, Milano

Sono nata al Fatebenefratelli, zona Brera, una delle zone più bohemienne di Milano, che non poteva che portarmi alla laurea in Storia dell'Arte. Nel 2009 ho fondato Milanoincontemporanea per non metterla da parte.
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Riguardo a Paola Perfetti

Sono nata al Fatebenefratelli, zona Brera, una delle zone più bohemienne di Milano, che non poteva che portarmi alla laurea in Storia dell'Arte. Nel 2009 ho fondato Milanoincontemporanea per non metterla da parte.