Dolci e ricette del Carnevale di Milano tra chiacchiere, farsòe e làciàditt

A Carnevale ogni tradizione vale, anche in cucina. Anche nella città più multiculturale e meno italiana del Belpaese si sono conservate le ricette del Carnevale classico ambrosiano.

A partire dalle strisce croccanti: le “chiacchiere”, nome di origine lombarda, a Milano non vengono fritte, ma cotte al forno (altrove sono note come “fiocchetti” alla romagnola, “sfrappole” all’emiliana, “bugie” alla piemontese).

Sulle tavole milanesi, poi, a febbraio non mancano mai i “farsòe”, i tortelli di Carnevale (tortei de Carnevaa a la milanesa). Si tratta delle palline fritte, cave all’interno, che possono essere farcite con crema chantilly, pasticciera o al cioccolato. Una variante da provare sono i “làciàditt”, tortelli fritti ripieni di cubetti di mela (a Mantova esiste anche la versione con l’uvetta al posto dei pomi).

Ecco come prepararli 

(ricetta di ricette.giallozafferano.it)

Ingredienti per l’impasto
Burro: 100 g
Zucchero: 100 g
Latte: 250 ml
Vanillina: 1 bustina
Limoni: la buccia grattugiata di 1
Uova: 8 intere e 2 tuorli
Lievito chimico in polvere 1/2 bustina
Sale: 1 pizzico
Farina: 300 g

Ingredienti per cospargere
Zucchero semolato q.b.

Preparazione

Versare il latte in un tegame, unire il burro tagliato a cubetti e lo zucchero, aggiungere la vanillina, il sale, e in ultimo, la scorza di limone grattugiata.

Portare ad ebollizione il composto mescolando con un cucchiaio di legno. Quando avrà raggiunto il bollore, togliere il tegame dal fuoco e versare la farina setacciata insieme al lievito. Mescolare energicamente fino ad amalgamare gli ingredienti e ottenere una palla compatta.

Rimettere il tegame sul fuoco basso e mescolare per un paio di minuti fino a quando si vedrà apparire sul fondo una patina biancastra. Trasferire il composto in una ciotola e lasciare intiepidire. Quando si sarà intiepidito, aggiungere al composto un uovo alla volt.

Mescolando per bene fino a che l’uovo non si sarà completamete assorbito, procedere nello stesso modo con le altre uova avendo l’accortezza di non aggiungere l’uovo successivo finché il precedente non sarà stato completamente assorbito.
Al termine si dovrà ottenere un composto fluido ma non liquido.

In un tegame dai bordi alti, versare dell’olio di semi e portare ad una temperatura calda ma non bollente (170°-180°).
I tortelli dovranno friggere lentamente per non scurirsi di colpo mantenendo l’interno crudo, quindi, prima di friggerne uno, fare una prova con pochissimo impasto; quest’ultimo dovrà dorarsi lentamente.

Quando l’olio sarà pronto, prelevare con un cucchiaio un quantitativo di impasto del volume di una noce; con un altro cucchiaio fare scivolare l’impasto nell’olio e, dopo aver contato fino a 5, girare il tortello per farlo dorare e gonfiare in egual misura su tutta la superficie. Per mezzo di una schiumarola, prelevare il tortello ormai dorato, metterlo a sgocciolare dell’olio in eccesso su della carta assorbente da cucina e farlo rotolare nello zucchero semolato.

 

Perché tutto questo fritto? Beh, le pietanze “magre” sono quelle della Quaresima, durante la quale non solo è “vietato” mangiare la carne, ma è severamente “proibito” sollezzarsi gustando fritti e svizi.

Facciamoci sotto! A Carnevale ogni fritto vale!

Sono nata al Fatebenefratelli, zona Brera, una delle zone più bohemienne di Milano, che non poteva che portarmi alla laurea in Storia dell'Arte. Nel 2009 ho fondato Milanoincontemporanea per non metterla da parte.
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Riguardo a Paola Perfetti

Sono nata al Fatebenefratelli, zona Brera, una delle zone più bohemienne di Milano, che non poteva che portarmi alla laurea in Storia dell'Arte. Nel 2009 ho fondato Milanoincontemporanea per non metterla da parte.