Mario Sironi a Milano, una mostra austera ma libera come il volto della sua arte

Mario Sironi a Milano, una mostra austera come il volto della sua arte e della sua personalità, raccontate fino all’8 novembre al Banco BPM di Milano

Quindici delle quarantasette opere della mostra d’arte  “Mario Sironi: Il volto austero della pittura“, nella sede del Banco BPM di Milano di Piazza Meda, sono frutto della prima, illuminata scelta del direttore del Banco di allora che già nel 1961 scelte di acquistare molte opere di Sironi interrompendo, tra i primi, quella damnatio memoriae, quell’oblio forzato che il DopoGuerra aveva imposto sulla sua arte e sulla sua persona.

Tutte le altre, ovvero illustrazioni, carboncini, oli, tempere, affreschi, bozzetti, sono esposti per concessione di collezioni private, alcune delle quali mai mostrate prima al grande pubblico.

Sono racchiuse in cinque gruppi concentrici di assemblaggi a raggiera, cinque sintetiche quadrerie organizzate per temi, non per cronologia, disposte sotto la grande cupola della sala centrale del Banco e con la riproduzione in scala 1:1 del Cenacolo Vinciano a fare da silenziosa guardia.
Al centro, troneggia un dorato di Pomodoro che fa da perno da un racconto di pura milanesità, nonché di eroismo dell’arte.

Un po’ per via della ambizione monumentale delle opere di Sironi.
Un po’ perché era così, eroica, la filosofia di Mario Sironi: nato sardo, cresciuto romano ma milanesizzato sin dalla sua giovane adesione all’interventismo futurista.

Artista a 360 gradi, architetto, critico, sceneggiatore, giornalista, scrittore, poeta… Milano è la città di adozione di Sironi dal 1919 fino alla morte, che lo coglie ultrasettantenne.

Ripercorrere la sua storia significa affondare le mani nel puro Novecento e in quella città di Milano che, dopo il caos chiamato a gran voce da Marinetti, con tanto di distruzione delle forme e delle regole dell’arte, vide, dalla nota Piazza Santo Sepolcro, crescere i fasti del fascismo e della sua propaganda.

E’ a quella nuova Milano che aderisce Sironi, la cui capacità espressiva unita ad un austero rigore e profonda introspezione (dovuta a lutti importanti, dall’amato padre alla figlia), sono scelti per sublimare un pensiero politico ben definito con valori fondamentali eroici. Su tutti: Dio, il lavoro, la patria, la famiglia.

Per Sironi l’arte deve essere pubblica, deve uscire dagli interni e deve essere progettata insieme agli architetti per educare e con semplicità, così da essere intellegibile, proporre tematiche di interesse collettivo.

Quando Muzio, Terragni, Piacentini, per citarne alcuni, costruiscono il Palazzo della Triennale o il Palazzo di Giustizia, a Milano, Sironi propone le sue opere epiche, quella per la costruzione di una grande Italia, una grande nazione delle Scienze e delle Arti.

Nasce così il Sironi uomo uomo dei monumenti del Regime, quella figura che nell’immediato Secondo Dopoguerra lo porterà a un oblio forzato.

La mostra del Banco BPM, curata da Angelo Piazzoli e Paola Silvia Ubiali, consente di cogliere le evoluzioni del suo pensiero e della sua arte affiancando al Sironi artista, l’uomo, la persona, che il ricambio generazionale e gli anni ‘70 hanno rivalutato, separando arte e politica, consentendone una lettura e uno studio sistematico inedito e senza pregiudizi.

Un lavoro di recupero con tanto di catalogazione che non è ancora conclusa, considerata la ricchissima produzione della sua opera e la manìa che aveva di tornare e ritornare su opere, tematiche, con pentimenti e modifiche.

Basti sapere che ancora oggi non esiste un catalogo ragionato completo del suo lavoro, ma che questa mostra, piccola ma preziosa, consente di averne tra le mani una buona summa.

La mostra è infatti una bella antologia di illustrazioni, bozzetti, disegni, opere di grandi dimensioni e altre di pochi centimetri, selezionati tutti per la enorme forza comunicativa di questo artista senza tempo.

Dopo l’esposizione nella sede bergamasca del Banco, “Mario Sironi: il volto austero della pittura” resterà a Milano fino alla prima settimana di novembre per poi completare il suo “tour” di bellezza nel terzo palazzo del Banco, al fine di consentire a correntisti e amanti lo svelamento delle proprie sedi di rara bellezza, e dei tesori che con tale avveddutezza il banco ha saputo scegliere e custodire.

Mario Sironi: Il volto austero della pittura

Banco BPM Piazza Meda, 4 – MILANO
Orari: dal lunedì al venerdì 08.20 – 13.20 14.30 – 15.30.
Fino all’8 novembre, ingresso libero

Sono nata al Fatebenefratelli, zona Brera, una delle zone più bohemienne di Milano, che non poteva che portarmi alla laurea in Storia dell'Arte. Nel 2009 ho fondato Milanoincontemporanea per non metterla da parte.
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Riguardo a Paola Perfetti

Sono nata al Fatebenefratelli, zona Brera, una delle zone più bohemienne di Milano, che non poteva che portarmi alla laurea in Storia dell'Arte. Nel 2009 ho fondato Milanoincontemporanea per non metterla da parte.