Giro d’Italia a tavola: tre sagre per tre weekend a Milano e dintorni

In autunno, si sa, le sagre spuntano come funghi: ne abbiamo scelte tre per i prossimi fine settimana, ecco quali.

Tornati dalle vacanze con la voglia di ripartire ma, come si suol dire, il portafogli piange? A tutto (o quasi) c’è rimedio: con un po’ di fantasia possiamo immaginare di fare il giro d’Italia spostandoci di pochi km semplicemente assaporando i piatti tipici che il Belpaese ci offre.

Weekend 13-16 settembre: Sagra del Pizzocchero

Pizzoccheri & Sciatt Edition è il tema di una nuova edizione di “Valtellina in Piazza”, in programma da giovedì 13 a domenica 16 settembre a Brugherio (MB). Pizzoccheri, sciatt (frittelline croccanti tonde con cuore di formaggio fuso), vini locali e birre artigianali, area bimbi, mercatini, e musica dal vivo attendono gli ospiti.
Ingresso libero.
Orari: giovedì 18.00-23.30; venerdì 18.00-01.00; sabato 11.00-01.00; domenica 11.00-23.30.

Weekend 20-23 settembre: Cacio e Pepe Festival

Il segreto per una perfetta cacio e pepe? L’acqua di cottura. Un piatto tanto gustoso e apparentemente semplice da preparare, quanto insidioso (la palla di formaggio al posto che si crea al posto della cremina è sempre in agguato!). I cuochi che da giovedì 20 a domenica 23 settembre in piazza Città di Lombardia saranno all’altezza del compito?
Ingresso libero.
Orari: giovedì 18.00-01.00; venerdì 18.00-01.00; sabato 20.00-01.00; domenica 12.00-24.00

Weekend 28-30: Sagra della Polenta

Appuntamento consolidato, la Sagra della polenta di Casalpusterlengo (LO) torna nell’ultimo weekend settembrino. Oltre al celebre piatto lombardo, saranno serviti altri piatti della tradizione da accompagnare a vini del territorio. Musica live e area bimbi ad allietare il momento del pasto.
Ingresso libero.
Orari: venerdì, sabato e domenica a partire dalle 19.30

Barbajada, storia di una bevanda dal gusto di Milano

Barbajada o Barbaiada? Si legge alla brasileria con la ‘g’ strascitata oppure in italiano streeto?

Va consumata fresca? Va consumata calda?

Bevanda estiva o bevanda invernale?

Ci vuole il rum? Oppure no?

Un sacco di domande su questa bevanda tipica milanese.

Ma a Milano si beve ancora?. Ah, a questo sappiamo rispondere: certo che sì e vi diciamo anche dove trovarla!

Quella della Barbajada è la storia di una bevanda milanese che non molti ricordano.
E’ anche di un modo di trascorrere il tempo conversando.
Ma è pure una tradizione in disuso e che ora ‘qualcuno’ – e vi diremo chi -sta rinverdendo, portando la cultura di una Milano che non c’è più all’attenzione dei molti.

Barbajada: da dove arriva?

Questo golosissimo mangiabevi era di gran voga nella capitale lombarda nella prima metà dell’800 e così rimase fino agli ’30 del Novecento.

Anziché darsi un appuntamento per un caffè o un aperitivo, le gran dame e i signori golosi si incontravano nelle caffetterie per accompagnare la degustazione di dolci e torte.

A lanciare la golosa intuizione fu un impresario teatrale locale meneghino di nome Domenico Barbaja.

“Nato” garzone di alcuni importanti caffè milanesi, di soppiatto si accorse di cosa piaceva veramente agli avventori del bar.

Capito, a pochi metri dal Teatro La Scala aprì il Caffè dei Virtuosi che in breve divenne uno dei locali più famosi mentre, da cameriere di caffè, “il Barbaja” si tramutò in uno degli uomini più potenti dell’Europa ottocentesca alla guida di numerose imprese, dalla stessa La Scala, al San Carlo, al Teatro di Cannobiana (ora Teatro Lirico).

Al Caffè dei Virtuosi ci si incontrava per discutere di affari generali, società, cultura e politica degustando una bibita nuovissima, golosa se accompagnata a torte e delizie appena sfornate.

Barbajada, “Il rito delle cinque”

Per il milanese era comune fino agli anni trenta del secolo scorso, poi, pian piano è andato a scomparire perché il procedimento con il quale viene realizzata la Barbajada è impegnativo e lungo. Negli anni cinquanta del secolo scorso sono pochi bar, selezionanti e amanti delle tradizioni a proporla fino a scomparire quasi del tutto negli anni settanta (fonte- PausaMi*).

Un po’ caffé e molto cioccolatosa, la barbajada, allora – come ancora oggi – trova la morte sua con un po’ di panna montata, rum oppure fragoline succose o ancora la granella di nocciole.

Barbajada: come si prepara?

Per riproporre questo peccato di gola a casa – corroborante ideale anche contro questi primi picchi di caldo – dovete:

Ingredienti per 2 persone:
100 ml di caffè già pronto, 100 g di massa di cacao o cacao amaro in polvere, 80 g di zucchero; panna per decorare.

Preparazione:
Preparate il caffè
In un pentolino aggiungete una massa di cacao e zucchero
Versate il caffè nel pentolino mentre è ancora caldo
Mescolate per bene e ponete sul fuoco

Mescolate di continuo fino a far schiumare e fin quando il composto non sarà completamente amalgamato dopodiché servite subito per la versione calda oppure lasciate raffreddare per una versione fresca.

Fonte: giallozafferano

Barbajada: chi la prepara? Dove degustarla

Nell’aprile 2008 la Barbajada ha ricevuto la De.Co., il riconoscimento dato dal Comune di Milano ai prodotti gastronomici legati alla tradizione della città, alla sua identità e al potere di comunicarla in tutto il mondo.

Ad effigiarsi di questa patente sono in pochissimi, anzi, per ora noi abbiamo trovato solo un esercizio commerciale, PausaMI (*Via Eugenio Villoresi, 11 – www.pausami.it) , dove con passione le proprietarie, Loredana e Grazia, ripropongono la barbajada e altre leccornie accanto ad un ricco programma di laboratori, workshop, incontri, votati alla riscoperta delle buone tradizioni meneghine e alle pause pomeriggio milanesi e corroboranti. Barbajada garantita per tutti!

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