Milano capitale dell’aperitivo grazie a Campari: durante Expo 2015 oltre 100 eventi per tutta la città, scopriamoli insieme!

L’aperitivo a Milano è un must che gli abitanti della città condividono (i migliori? Ne abbiamo parlato proprio qui). Ma se vi diciamo aperitivo milanese, cosa vi viene in mente? Il nome è uno e uno solo. Un aiutino: il locale che porta il suo nome in Galleria Vittorio Emanuele è da 100 anni un vero e proprio punto di ritrovo, simbolo del capoluogo Lombardo.

Ed è proprio qui all’ombra della Madonnina, al Camparino, che Campari ha dato notizia dei numerosi eventi che andranno in scena nel semestre di Expo. Perché se il tema è food con Nutrire il pianeta, Energia per la vita, il simbolo dell’happy hour meneghino non poteva esimersi dal farne parte!continua a leggere Milano capitale dell’aperitivo grazie a Campari: durante Expo 2015 oltre 100 eventi per tutta la città, scopriamoli insieme!

Aperitivo a Milano: dal Conte Negroni al Cantastorie Campari. L’intervista

Dire Milano a Natale significa immaginarsi l’albero in Piazza Duomo, far correre lo sguardo per tutta Piazza del Duomo, rimanere abbagliati dalla maestosa bellezza di Galleria Vittorio Emanuele, lasciarsi sedurre dai suoi portici, avvicinarsi, rimanere colpiti dal rosso. Che fa tanto Natale, ma che, praticamente da sempre, scandisce anche il rito dell’aperitivo meneghino.

E’ il rosso “senza pari” di uno storico marchio milanese, Campari, che solo qualche giorno fa ci ha invitato ad un viaggio nella sua storia celebrando il passato – e da qui l’invito a partire da Piazza Duomo e arrivare nella sede-museo nonché Campari Academy di Sesto San Giovanni – con un occhio verso il futuro. E quel futuro ha un nome ed un colore.

Ma partiamo dall’inizio.

Se chiedi in Campari quale sia il primo ricordo di Campari legato alla città di Milano, senza dubbio l’immagine va – guarda caso!? – proprio alla Galleria Vittorio Emanuele, nella quale Campari era presente fin dall’inaugurazione con il Caffè Campari.

Qui, nasce il rito dell’aperitivo che si consolida negli anni fino a diventare un’abitudine degli italiani e un rito del costume e del modo di vivere, legato alle nostre tradizioni.

Oggi la presenza di Campari in Galleria è ancora forte, grazie al Camparino in Galleria che affaccia su piazza Duomo e celebra nel punto più centrale di Milano il rito dell’aperitivo per eccellenza. E come tutti i riti c’è anche un “che” d aristocratico.

Chi conosca la storia di Campari avrà sentito parlare anche del Conte Negroni.

Conte Camillo Negroni, ideatore del celebre drink nel 1919-20 in quel di Firenze

Conte Camillo Negroni, ideatore del celebre drink nel 1919-20 in quel di Firenze

La figura del conte Negroni è sicuramente parte della storia dell’aperitivo italiano e quindi di Campari.La storia della mixology attribuisce infatti a lui l’invenzione di questo cocktail da sempre protagonista degli aperitivi. Il ritorno ai classici e la rivisitazione degli stessi sono due tematiche di grande attualità per il mondo del bartending.

E da qui, entriamo nel vivo della giornata trascorso a cavallo tra passato e futuro. Una giornata da Cantastorie Campari in compagnia di Chiara Beretta, vincitrice della prima Campari Barman of the Year.

Questa giornata celebra il legame che ha interessato quest’anno Chiara e il brand Campari. Da quando Chiara si è aggiudicata il titolo di “Campari barman of the year” è iniziato per lei un vero e proprio percorso che si è sviluppato anche attraverso lo studio dell’heritage del marchio. L’idea di farsi ispirare dai Cantastorie Campari per la creazione di nuovi cocktails nasce proprio dalla passione di Chiara per i temi letterari, ci spiegano.

Perché avete decretato Chiara Beretta come miglior bartender
Chiara ha vinto con grande merito la prima edizione della Campari barman competition.
Chiara ha dimostrato durante il lungo percorso dalle selezioni alla finale di possedere una grande competenza, unita a determinazione, passione e stile. Attualmente la competizione per identificare il Campari Barman of the year 2015 è aperta e si stanno tenendo proprio in questi giorni le selezioni sul territorio.

L’unica donna in finale…
Sì, ed è riuscita ad aggiudicarsi il titolo grazie alla sua competenza e creatività: proprio queste caratteristiche sono quelle che hanno animato questo evento in galleria Campari rendendo l’experience unica.

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Che cos’è allora un “Cantastorie Campari”?
I Cantastorie di Campari sono dei libri che contengono una raccolta di poesie e immagini realizzate per Campari negli anni ’20/’30, attualmente custoditi in Galleria Campari. Il volume utilizzato in questa occasione è la V raccolta dei Cantastorie, che celebra l’Amore e contiene le illustrazioni del grande artista Bruno Munari, storicamente legato a Campari non solo per quest’opera, ma anche per il famoso manifesto del 1964 “Declinazione Grafica del Nome Campari”, ideato per l’inaugurazione della prima linea della Metro Milanese, che compie quest’anno 50 anni di vita.

Cantastorie Campari - Bruno Munari
Non si puo parlare di Campari senza citare il suo calendario. Il successo social di questa edizione sta in….
Il successo social di quest’anno deriva da diversi fattori: una testimonial d’eccezione Eva Green, una grande fotografa, Julia Fullerton-Batten e un tema di grande interesse come quello dei cocktail. Anno dopo anno il calendario acquisisce sempre più quell’aura di iconicità, raccogliendo sempre più fans. Il successo social sta nel risultato artistico del calendario che anche quest’anno unisce la straordinaria bellezza e l’eleganza di un’attrice di successo a scatti unici realizzati con maestria e raffinatezza.

Da sfogliare in compagnia di un buon drink…

Temporary exhibit in Galleria @Galleria Campari e Camparino

“Uno spritz con ghiaccio, arancia e Campari, grazie“. O almeno: se siete di Milano così dovreste ordinarlo. Al Camparino, magari. Sempre che non vogliate perdervi la temporary exhibition di scena in questi giorni per festeggiare i 50 anni di una delle icone della Madonnina.

Il manifesto Campari di Bruno Munari, “Declinazione grafica del nome Campari”, opera iconica e profondamente legata alla città di Milano oggi custodita anche al MoMA di New York.

Se il Camparino in Galleria andrà in vacanza, infatti, nella centralissima location turisti e milanesi potranno contare su un piccolo ricordo.

Era il 1964 quando, in occasione dell’inaugurazione della linea Metropolitana M1, l’artista volle realizzare un’opera grafica dalle dimensioni illimitate che potesse essere letta da un treno in corsa: un manifesto stampato in un unico formato su fondo rosso. Quello che ancora viene ricordato e resta un’immagine di grande forza evocativa.

“Un piccolo assaggio di quello che avverrà in autunno, quando Galleria Campari e Bric’s torneranno a celebrare con un progetto speciale questo compleanno che ha come protagonista un’opera sempre attuale e contemporanea”, ci dicono da Sesto San Giovanni, dove hanno ancora sede azienda e museo.

Per adesso, il Camparino in temporary exhibit è in esposizione presso il Camparino dal 28 luglio al 27 agosto a Sesto San Giovanni. Aspettando il 2 settembre quando arriveranno nuove buone e ennesimi momenti per brindare con uno Spritz. Con Campari, ovviamente.

Campari tiene Botta in Galleria

E lo racconta pure in una tavola rotonda.

Per i pochi che ancora non lo sapessero o che si fossero chiesti “come mai” Camparino è tornato in Galleria (Vittorio Emanuele), l’espansione dell’aperitivo tipicamente meneghino è cosa sempre più apprezzata dai mercati internazionali. Merito delle materie prime. Merito delle collaborazioni di qualità. Merito della solidità di un’azienda a tutta arte e creatività, di quell’amore per “il bello ed il buono” che va avanti sin dai tempi della fondazione, a Sesto San Giovanni, nel 1860. Da Fortunato Depero a Mario Botta, da Federico Fellini a Matteo Ragni: “Architettura, oggetto e immaginario: tre dimensioni della forma” sono gli elementi base del successo di Campari. Se ne parla nel ciclo “Conversazioni con….”continua a leggere Campari tiene Botta in Galleria