Violenza sulle donne in Lombardia: numeri e falsi miti nella Giornata Nazionale contro il Femminicidio

Più di 360 persone intervistate in tre strutture sanitarie della Lombardia:
il 58,51% non sa che la prima causa di morte per le donne è la violenzacontinua a leggere Violenza sulle donne in Lombardia: numeri e falsi miti nella Giornata Nazionale contro il Femminicidio

Milanointrasferta: scoprire il misterioso Santuario di Crema e la sua Croce

La vedete questa meraviglia? E’ nata a seguito di un efferato femminicidio, uno di quelli che si leggono nei libri di storia ed entrano nell’immaginario comune per le loro vicende di fantasmi così come per alcune metropolitane suggestioni.

Potete immaginare la magnificenza di questo santuario? A pianta centrale, lombardissimo con i suoi mattoni in cotto; bramantissimo con i loggiati e le decorazioni che lo cingono dalla base e su, fino sopra le finestre del tamburo. Sembra l’abside di Santa Maria delle Grazie a Milano, eppure qui siamo sperduti tra le campagne di Crema, in particolare in quella frazione che corre verso Bergamo e che da Milano dista una quarantina di minuti (e qualcosina di più, rispettando tutti i limiti delle strade padane e statali).

Santa Maria della Croce 1

Insomma, svoltato l’angolo e cercando le indicazioni per un altrettanto stupefacente quanto deliziosi ristorante messicano, l’El Dorado di via Santa Maria della Croce, eccolo lì, il Santuario.

Sorse dopo il 1490, dopo che Caterina degli Uberti, uno di quei nomi da epopea dantesca, venne uccisa per mano del marito.

Riportano le fonti:

“Il 13 febbraio 1489 Caterina degli Uberti, esponente di una famiglia benestante di Crema, sposava Bartolomeo Pederbelli detto il Contaglio, pregiudicato bergamasco bandito dalla sua provincia e giunto da tempo a Crema, ovviamente tacendo la sua condizione di fuggiasco.
Nell’anno che seguì i rapporti non furono affatto facili, sono narrati nelle cronache le contrapposizioni tra il Contaglio e i familiari di Caterina per questioni di pagamento della dote.

Secondo i documenti storici, la sera del 2 aprile 1490 il Contaglio convinse (oppure obbligò con la forza) Caterina a seguirlo per tornare dai familiari dell’uomo nel bergamasco. Una volta giunti un miglio fuori da Crema deviò dalla strada per Bergamo (l’odierna via Mulini) giungendo all’interno del bosco detto “del Novelletto”. Qui il Contaglio infierì sulla donna colpendola con la spada (che ancora si conserva nel Santuario) in maniera violenta e grave al capo ed alle braccia tanto che le venne amputata la mano destra con una parte del braccio; mentre l’omicida calava fendenti sulla povera donna, la spada si spezzò in due e, non pago di ciò, per essere certo che la moglie fosse uccisa, estrasse il pugnale e le sferrò un colpo alla schiena, ma la lama non penetrò nel corpo, scivolando forse lungo le vesti, ma procurandole comunque un ematoma vicino alla scapola sinistra. Il Contaglio fuggì portando via il fardello e le altre cose insieme con quattro anelli d’oro della stessa Caterina. Quindi di lui non si seppe più nulla.

La donna agonizzante chiese aiuto alla Madonna affinché le venissero impartiti i Sacramenti ed apparve una donna vestita poveramente che avrebbe detto “sono colei che hai chiamato”. Le emorragie di colpo si fermarono e Maria trasportò Caterina presso una vicina casa di contadini che le prestarono le prime cure. Poiché era ormai sera e le porte della città erano chiuse, solo alla mattina Caterina poté essere trasportata a Crema.

Qui venne visitata da un medico e interrogata da un “Giudice del Maleficio” (magistrato veneto), quindi il prete Filippo della parrocchia di San Benedetto le diede i sacramenti, solo a questo punto le emorragie ripresero e Caterina spirò.

Secondo i documenti storici, presso il luogo del delitto fu posta una piccola croce in legno. Un mese dopo, il 3 maggio giorno dell’esaltazione della Santa Croce, un ragazzino afflitto da gravi problemi ad un piede che non gli permettevano di reggersi in piedi autonomamente, fu condotto al Novelletto. Dopo le preghiere il ragazzo riprese a camminare: fu il primo miracolo che richiamò una folla. Le cronache riportano nello stesso giorno una quarantina di guarigioni miracolose.

Santa Maria della Croce 3

Il giorno successivo, 4 maggio, una solenne processione venne allestita verso il Novelletto presso il quale fu costruito un piccolo altare sul quale venne collocato il rilievo della Madonna con il Bambino, dono del milanese Gianfranco Cotta. Il 5 maggio furono in molti a veder riversare lacrime dall’effigie, in quel giorno si registrarono circa ottanta guarigioni inspiegabili. Sempre il 5 maggio il Consiglio della città decretò la costruzione di un edificio nel luogo dell’apparizione. Le cronache riportano altri miracoli il 18 maggio e il 2 giugno”.

Io non so se i cerchi luminosi che apparvero intorno all’altare, le manifestazioni descritte ed i miracoli susseguiti avvennero realmente, ma questo luogo ancora oggi, nella sua magnificenza, ha un che di attrattivo e misterioso.

Meraviglioso. Potente nonostante la sua storia di “poveri cristi” avvenuta oltre seicento anni fa.

E forse non è un caso che ancora oggi, cenando nel dehor dell’El Dorado, il cerchio di luce incornici la sua cuspide creando un alone di bellezza tutto intorno e lasciando a bocca aperta chi, per caso o per destino, fosse giunto a conoscere questo angolo sconosciuto – e da scoprire – del Sud Milano.

Pure il Bramante ci passò.

Santa Maria della Croce 4

Per visitare il Santuario di Santa Maria della Croce, la sua sua foresteria: www.diocesidicrema.it

Santa Maria della Croce 5

Santa Maria della Croce 6

 

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