Grom in un libro: una storia di successo da leggere fino all’ultimo biscottino (e 5 ragioni per farlo)

Quando mi è arrivato tra le mani il libro di Grom era avvolto in un delicato cofanetto blu, accompagnato da due confezioni di biscottini fragranti (sì, li ho assaggiati subito). Pur essendo una divoratrice di libri almeno quanto lo sono di dolci, devo dire che delle due la prima doppia confezione mi ha entusiasmato di più della seconda. Insomma, un libro: che diavolo avranno dovuto scrivere Guido Grom e Federico Martinetti, i fondatori, a proposito di Grom? E invece…

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La BBC a Milano per seguire il Bosco Verticale di Piazza Gae Aulenti

A proposito di design, la nostra Milano ci sta regalando un esempio di magnificenza tra architettura, arte, creatività che va ben oltre la Settimana del Salone del Mobile e del suo Fuorisalone. Parliamo di Piazza Gae Aulenti, alle spalle della Stazione Garibaldi.

Due settimane fa, noi di Milanoin siamo stati invitati da Perugina a scoprire il nuovo prodotto “Nuvola” assaggiando il dessert al cioccolato nero e bianco e, proprio in quanto “leggera mousse”, a godere di un giro sulla ruota panoramica posizionata al centro del forum della nuova area di Porta Nuova.

Salire fin su tra le nuvole, dunque, ci ha dato l’occasione di vedere dall’alto come sta cambiando il profilo della nostra città e, un po’ come i vecchietti a passeggio con le mani dietro la schiena, a confrontarci con lo stato di avanzamento dei lavori in vista di Expo 2015.

Il risultato – duole ammetterlo da parte chi ha sempre sostenuto una visione “tradizionale e nascosta” di Milano – è di quelli mozzafiato.

Grattacieli Unicredit e palazzi di vetro si ergono maestosi e si specchiano in una pozza d’acqua dove già i piccolini possono far sguazzare le loro paperelle tecnologiche. I pochi negozi già aperti – la gelateria Grom su tutti – e le Residenze ancora vuote – i prezzo al metro quadro sono “untouchable” – danno un tocco di horror vacui, ma ciò che maggiormente balza all’occhio è il cosiddetto “Bosco Verticale“.

A conti fatti, non si tratta di niente di nuovo per chi conosce l’architettura sostenibile del Nord Europa o dell’Est del mondo, ma per un a città come Milano questa è davvero una rivoluzione.

Negli ultimi giorni sono stati posizionati quelli con il fusto più alto, ciliegi e meli da fiore, frassini, lecci e ulivi che saranno 2 a 1 rispetto ai fortunati abitanti di questo palazzo. Potranno arrivare fino all’altezza di 8 metri e non a caso, per posizionarli, il Comune ha avuto bisogno dell’impiego di mastodontiche gru.

Tutto intorno vivranno 5 mila arbusti, 15 mila piante tra perenni, rampicanti, da fiore, e saranno – spiega l’agronoma e consulente per il Bosco verticale, Laura Gatti“Piante che per l’80% sono autoctone del Nord Italia e che verranno irrigate con un sistema che utilizza acqua di recupero“.

Due le due torri verdi che si staglieranno con questo profilo: una sarà da 18 piani, l’altra ne conterrà 26 con 131 appartamenti (di lusso!) che saranno abitati da 350 persone.

Un Bosco in città che tenderà verso l’alto così ambizioso che anche il canale inglese BBC si è appassionato al progetto: per due anni l’emittente di Sua Maestà seguirà l’evoluzione degli arbusti e della vegetazione nei diversi periodi dell’anno, anche con l’aiuto di diverse telecamere posizionate nei vicini palazzi, così da testimoniare la crescita della nostra città.

Diranno anche loro: “My Gosh?” o apprezzeranno l’opera compiuta?