Ludovico Einaudi & Co. al Teatro Dal Verme – RECENSIONE

Premessa: se una pop star XYZ si esibisce in uno stadio o in un mega palaqualchecosa, se ne parla almeno 4 settimane prima e 2 settimane dopo: veniamo sottoposti ad un martellamento mediatico che è solitamente sproporzionato rispetto all’esile – per usare un eufemismo – impatto culturale dell’evento e motivato solo dal volume di business movimentato (se a molti questo può sembrare scontato e accettabile, teniamo presente che fortunatamente nella storia della musica pop non è sempre stato così, altrimenti oggi non avremmo i Frank Zappa, i Jimmy Hendrix, i Battiato, ecc. ecc.).

Parliamo ora di Ludovico Einaudi e del suo concerto “distribuito” su un arco di ben 10 serate consecutive – dal’8 al 17 Dicembre, al Teatro Dal Verme – che ha fatto registrare il tutto esaurito in ognuna di queste date.

Credito fotografico: Stefano Fileti

L’auditorium Dal Verme ha una capienza di oltre 1.400 posti. Quindi 10 giorni di tutto esaurito si traducono in più di 14.000 spettatori totali! Cioè più della capienza del Forum di Assago (12.700 posti) che oltretutto ben difficilmente viene raggiunta anche in occasione di concerti iper-pubblicizzati.

Sono numeri che rendono onore ad un musicista noto e stimato a livello globale, ma che non dispone della cassa di risonanza mediatica di Lady Gaga, né del suo budget per allestire uno show.

Consideriamo poi che non si è trattato di un evento creato in vitro da una divisione di producers e markettari ossessionati dal target (pardon: orientati al risultato), ma di un percorso nato dalla visione dell’artista stesso e costituito una serie di performance uniche: ogni sera Einaudi ha ospitato musicisti diversi, proposto una scalette diverse e presentato after show (i cosiddetti “secret show”) diversi e di generi musicali non necessariamente affini fra loro.
Dunque un programma all’insegna delle “diversity” del linguaggio musicale nella nostra epoca.

La serata su cui vi relaziono è quella di mercoledì 13 dicembre 2017 – scelta per me dal caso fra le dieci – consapevole che le mie impressioni non possono essere rappresentative dell’intero ciclo di concerti perché ogni data sarà stata caratterizzata da un proprio mood, diverso e unico.

Credito fotografico: Stefano Fileti

Per la prima parte del concerto, in cui ha suonato tutto il gruppo di 6 elementi, l’accostamento a cui mi viene più naturale pensare è con alcuni gruppi americani esponenti del cosiddetto “chamber rock” – su tutti i miei amati Rachel’s e Silver Mt. Zion – costola del “post rock” in auge dalla metà anni ’90 ai primi anni ’00: atmosfere ad elevata viscosità e cupe, strumentazione elettro-acustica, archi laceranti, tappeti di chitarre elettriche dalle sonorità liquide, lunghi crescendo di grande tensione emotiva, basati su strutture relativamente semplici e su accordi irrisolti, come a indicarci che è tutto un sogno ma chissà quando verremo svegliati.

La seconda parte del concerto è stata un ininterrotto solo piano, dallo stile vagamente new age e a mio parere meno interessante della prima parte: troppo accomodante, poco osante.

La terza parte del concerto ha visto Ludovico Einaudi duettare con il suo ospite, che questa sera era Jozef Van Wissen, rinomato liutista olandese di base a New York, compositore e imprenditore discografico “di nicchia”.
Per la quarta parte è tornato sul palco l’intero ensemble di Einaudi, che ha ripristinato le dense spirali “chamber rock” della prima parte, emozionanti cavalcate verso climax finali ecc.

Infine, dopo due ore di cotanto programma, per chi ha voluto ed è riuscito a prenotare, la quinta parte del concerto: il “secret show” a numero limitato che si è svolto nella piccola sala sotterranea dell’auditorium (solo 200 posti disponibili contro gli oltre 1.400 della sala principale) con setup minimale e ambiente raccolto da “club”, come la ha definito lo stesso Einaudi. L’artista del 13 dicembre era il giovane e poliedrico Jean Rondeau, stimato e richiestissimo clavicembalista e interprete di Bach (ma con una seconda vita da jazzista), che si è esibito in un programma di musica barocca, prevalentemente Bach e Scarlatti.

Concludendo… un altro tassello a dimostrazione che Milano è la capitale italiana della musica. Per levatura, varietà e quantità di una proposta che ha pochi pari in Europa – figuriamoci in Italia – e che è resa possibile anche dal duro lavoro organizzativo di chi, come gli amici di A Buzz Supreme, ci crede e porta avanti progetti slegati dalle solite consunte logiche di mercato. E per l’eccezionale risposta di pubblico che questa offerta riscontra nella nostra città, che ogni volta mi sorprende e mi dà un’iniezione di positività.

5 concerti di musica dal vivo da non perdere – CONSIGLIATI PER VOI

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Milano al buio: gli appuntamenti “blind”

Se diceste alla vostra mamma di avere un appuntamento al buio nel cuore di Milano, alla povera genitrice potrebbe venire un coccolone. Spiegàtele, invece, che sotto il cielo della Madonnina concerti e cene da esperire con sensi diversi da quelli della vista sono quanto più di moda.

Una buona notizia, è che all’Istituto dei Ciechi, in via Vivaio 7, sono tornate le cene e tutte le attività della mostra Dialogo nel Buio. Tra percorsi sensoriali, aperitivi e cene al buio nella magica atmosfera di TrattoNero si potrà scoprire il mondo attraverso il tatto, acuendo i percettori del nostro naso, giocando con le emozioni – e non ne uscirete facilmente… Emozioni e nuove esperienze saranno di casa. Per provare: sito ufficiale. E… avreste mai pensato di andare ad uno spettacolo teatrale al buio?!

Effetto Notte a ritmo di Blues Live è invece il ciclo di eventi, tra esperimenti tattili e concerti musicali, inaugurato questa settimana da Cascina Cuccagna e con ingresso gratuito. Con la collaborazione di FiloBilo, suoni, ritmi, parole e materiali vengono esperiti a luci completamente spente. Per ottobre, previsto anche “Di che Stoffa sei?”, l’esperimento con massimo 15 partecipanti (10 euro, prenotazione obbligatoria) che si svolgeranno nell’ambito di CARROUSEL leMarchè + lesAteliers, evento di Cascina Cuccagna e Michela Muroni dedicato all’autoproduzione unicità e condivisione dei saperi. Per informazioni: clicca qui.

Blind date e concerti al Teatro Dal Verme nel “Blind Date – Concerto al buio” di Cesare Picco che si terrà a Milano, al Teatro Dal Verme, il prossimo 10 ottobre con ingresso ibero – prevista donazione per CBM Italia, Onlus organizzatrice della serata che si occupa di lotta alla cecità nei Paesi in Via di Sviluppo. Un’occasione per celebrare la XIV Giornata Mondiale della Vista cui parteciperanno come testimonial di CBM Filippa Lagerbäck e Daniele Bossari.

E poi? Andiamo alla cieca: non è un modo di dire. E’ un modo di vivere: a volte guardiamo con gli occhi, ma le migliori percezioni si osservano con il cuore.

XFactor all’ombra della Madonnina

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Chi non ha un sogno nel cassetto o un piccolo desiderio nascosto in fondo al proprio cuoricino? Attori, conduttori e astronauti fatevi da parte: lunedì, martedì e mercoledì sarà la volta degli aspiranti cantanti. Dove? Come? Perché? Una cosa per volta.continua a leggere XFactor all’ombra della Madonnina